Ma Dio santo, cos’è questa ridondante sovraesposizione mediatica?!
Foto a go go, selfie, gigantografie e cartelloni di svariati metri quadrati.
Ma davvero viviamo tempi così decadenti dal punto di vista delle idee, dei valori, dello spessore culturale della classe politica?
Non si hanno competenze e capacità per affrontare un problema? Ci si spaventa di sostenere un confronto pubblico su idee e programmi? Niente paura : ecco pronto il selfie quotidiano a trentadue denti. Magari oggi mi faccio riprendere con qualcuno che soffre visto che ieri sono stato dai potenti. E domani andrò a farmi immortalare sorridente con lavoratori che sbarcano con difficoltà il lunario.
E via di foto in foto. Centinaia di foto, migliaia di foto. Mostrando i denti, ridendo e sorridendo, col cappello del Crotone calcio, con gli occhietti ritoccati, ben truccato/a mentre faccio finta di pensare ai cittadini ed invece penso con goduria al potere che mi deriverà dall’elezione.
Nessun candidato o quasi sembra escluso da questa sindrome mediatica-egocentrica basata solo sul potere dell’immagine, che come detto a volte viene usata come strategia sostitutiva dello spessore politico e culturale.
Però’, dico, siamo nella terra del candidato a sindaco per antonomasia De Santis/Albanese…e mai che fosse venuto in mente a qualcuno di commentare uno dei milioni di propri selfie con lo slogan : Cchiu’ pilu ppi tutti!
O al limite, votantonio, votantonio…

Emimes

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