Ogni tanto nella vita, nel lavoro, che poi spesso convivono o si intrecciano con la politica e con tutto ciò che naturalmente gli ruota attorno, è bene fare chiarezza.
Raccontare le cose per quelle che sono, fedelmente e senza segreti.
Insomma, consegnare all’esterno la verità, soprattutto quando la si disconosce, oppure c’è qualcuno che “si diverte” o si inventa cazzate sul tuo conto, serve eccome.
Anzi, diventa più che mai necessario.
Soprattutto quando si ha la fortuna, e non è da tutti, di non avere nulla da nascondere.
Ci riferiamo nello specifico, al rapporto fra gli imprenditori crotonesi Antonio Argentieri Piuma, candidato a sindaco, e Sergio Torromino, candidato al consiglio comunale, con la multinazionale Eni.
Quali sono i rapporti lavorativi che legano Metal Carpenteria e Icel s.a.s, cioè le vostre due aziende ad Eni?
“Ad Eni – rispondono Piuma e Torromino – ci legano contratti di lavoro che riguardano la costruzione, la meccanica e la manutenzione di alcuni impianti di produzione”.
Quanto Eni incide nel vostro fatturato?
“Con Eni soltanto il 3%, con società ad essa collegate circa il 30%. Ma va anche detto che a Crotone la percentuale non arriva neanche al 10%. Ciò vuol dire che siamo anche costretti a lavorare fuori regione, ma comunque impiegando mano d’opera crotonese. E bisogna anche aggiungere che nell’ultimo anno, Eni non ha inteso rinnovarci due contratti di manutenzione meccanica ed elettrostrumentale”.
Quanti dipendenti crotonesi lavorano nelle vostre aziende?
“In totale sono 250”.
Cosa c’entrano le aziende di Antonio Argentieri Piuma e Sergio Torromino con la bonifica?
“Nulla. Non abbiamo mai avuto a che fare con la bonifica. Le nostre attività infatti, non hanno nessun impatto con quelle legate alla bonifica, perché noi non operiamo nel settore ambientale. La bonifica, indispensabile per la nostra città, non è attività di nostra competenza, ma di altri soggetti”.
Ma se la vostra coalizione dovesse esprimere il nuovo sindaco della città, cosa cambierebbe in quanto ad Eni e rapporti con essa?
“Il vantaggio sarebbe solo ed esclusivamente per Crotone e per il suo territorio. Perché il Comune e la città sarebbero rappresentati da persone che con Eni un certo rapporto lo portano avanti da anni. Ed è innegabile che questo costituirebbe un vantaggio non indifferente. A livello di rapporti personali, istituzionali, ma anche occupazionali, qualora si venissero a creare le giuste condizioni”.
“Abbiamo voluto chiarire la nostra posizione – concludono Piuma e Torromino – perché “lo scherzo” è bello quando dura poco…Ed eravamo stanchi di sentire solo bugie ed inesattezze fuorvianti sul nostro conto”.

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