Ma come, non andavano tutti d’amore e daccordo? 
E soprattutto, c’era bisogno di incontrarsi “in casa” di Cesare Spano’, lontani da occhi indiscreti e non graditi, per decidere, diciamo cosi, che Serafino Mauro deve essere il presidente del Consiglio? 

Evidentemente si.

Cosi è stato deciso e cosi sarà.

E soprattutto, che c’entrava l’avvocato Giuseppe Pitaro in questa riunione segreta, che aveva lo scopo di lavare i panni sporchi in famiglia?

Molto probabilmente, Serafino Mauro a parte, si guarda già avanti: a Catanzaro e Roma tanto per intenderci.

Presenti ovviamente Enzo e Flora Sculco, Ugo Pugliese, buona parte dei consiglieri eletti, Mimmo Critelli, Livio Borrelli, Peppino Cosentino, Gianfranco Turino, Nicodemo Baffa, il marito dell’assessore Romano Macheda, Vincenzo Camposano, Raimondo Mancini, nonché tutta la Giunta al completo.

Da registrare l’improvvisa e sicuramente indotta marcia indietro di Mimmo Mazza in favore “dell’amico” Mauro, dopo di che il diktat di Enzo Sculco: “se qualcuno ha qualcosa da obbiettare parli ora oppure taccia”.

Al termine del “demokratico chiarimento”, il Sindaco, Sabrina Gentile, Tommaso Sinopoli e Benedetto Proto, al momento della proposta Serafino Mauro presidente, erano già in Confindustria.

Pensierino della notte: Mazza…e panelli fanno il presidente del Consiglio…

E ave Cesare…

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