C’è una questione etica, morale e molto pratica che andrebbe discussa in merito all’elezione del presidente del Consiglio comunale, ma che nessuno ha ancora affrontato.

Un interrogativo necessario, libero e più che mai lecito: ma Serafino Mauro, è l’uomo giusto per esercitare il delicato e strategico ruolo di presidente del Consiglio?
Un ruolo che dovrebbe essere ricoperto da una persona “libera” e più libera, (Mauro ricopre già la carica di responsabile della struttura regionale di Flora Sculco), che riesca a controllare e seguire da vicino tutte le attività consiliari, in particolar modo le Commissioni, (vedi Gettonopoli), che faccia da garante, che assicuri impegno, discussioni e confronto per i punti all’ordine del giorno, e che soprattutto rappresenti tutti i consiglieri comunali, e non soltanto “pochi noti”, per ovvie ragioni di tutela ed opportunità.
Oggi invece, (questo si temeva e questo si è verificato), questo presidente non può essere il presidente di tutti, sempre presente e vigile su tutte le questioni che investono consiglieri e consiliatura.
A parte una forse, quella di garantire a qualcuno che questo governo proceda senza ostacoli, intromissioni varie, proteste o tentativi di autonomia e “rivolta” in corso d’opera che, in virtù dell’età media dei consiglieri di maggioranza, molto bassa, e di un sindaco molto attivo e decisionista, potrebbero verificarsi, ed anche molto presto.
Cosi come è capitato all’ex sindaco Peppino Vallone. Esperienza insegna.
Eppure chi avrebbe potuto ricoprire il ruolo di presidente del Consiglio affidabile, esperto e sempre nel cuore dell’attività amministrativa, c’era, senza ombra di dubbio.
Ma lo si è scientificamente e “maldestramente” ignorato, preferendo andare a parare, con più tranquillità e comodità politica, su di una sorta di “guardiano del faro”.
Senza considerare però, che a volte il mare è imprevedibile, e la tempesta quindi è sempre dietro l’angolo.

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