Si dice, e mi spiffera un simpatico amicone che frequenta spesso quella zona, che da qualche settimana a questa parte, la farmacia di via Roma, ubicata nello stesso stabile che ospita il quartier generale dei Demokratici, stia aumentando visibilmente le vendite di antispastici.
I mal di pancia politici interni infatti, pare stiano divenendo ormai una costante, soprattutto da parte di chi il potere oggi, lo ha finalmente acquisito, ma teme sempre che qualcuno possa sottrarglielo da sotto il naso.
Insicurezza o effetti collaterali post poltrona acquisita?

Mi sa tanto che il potere logora chi non ce l’ha, ma anche che chi lo ha ottenuto, magari a discapito di altri che ne avrebbero avuto più diritto, tende comunque e sempre a guardarsi alle spalle.
Non si sa mai. Anche se il presunto “nemico” o rivale, non si vede e non si sente da un pezzo…
Pare infatti che, gli uffici di Enzo e Flora, da qualche settimana a questa parte, stiano registrando la non indifferente assenza di qualche influente pezzo storico del gruppo, evidentemente non ripagato, soprattutto moralmente, ed anche in un certo senso “maltrattato e discreditato”.
Magari dagli stessi “amiconi” di sempre, evidentemente preoccupati da cotanta grazia elettorale, e dalla volontà di non restare per sempre all’ombra di donna Flora.
Vatti a fidare.
Eppure chi avrebbe sposato solo in parte la causa de la Prossima Crotone, o addirittura chi avrebbe fatto poco o niente, anche in termini di contrubuto elettorale, si ritrova comunque a “governare” o scodinzolare al Comune, oppure in qualche partecipata…
E così, da assoluti coprotagonisti del successo delle scorse elezioni, si passa al censurabile e strano silenzio del vertice, che avrebbe preferito e difeso i soliti noti, e “scientificamente” allontanato uno dei bracci operanti di Enzo Sculco.
Vi chiederete, ma quante braccia avrebbe Sculco?
Tante. Come le teste già incastrate e quelle ancora da incastrare nel variopinto e corposo puzzle amministrativo.
A proposito di partecipate, all’Akrea, che di problemi ne starebbe palesando in grossa quantità, si avrebbe urgente bisogno di un direttore generale.
Cosa o chi si aspetta?
Di “straniero non praticante” non ne basta già uno?

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