Riceviamo e pubblichiamo

​Caro sindaco ma una parola, una dignità politica, una parvenza di coerenza, morale e professionale, la conserva ancora, oppure le ha smarrite strada facendo insieme al suo sempre più incerto e sbiadito sorriso spot?

Puntualmente adoperato nelle occasioni in cui ritiene utile e conveniente chiedere il coinvolgimento e l’adesione della minoranza, solo per cercare di dimostrare di saper governare con l’unanimità dei consensi..

No perché caro sindaco, alla luce di quanto sta accadendo, pardon, di quanto non sta accadendo, a noi pare chiaro ed evidente che lei si stia giocando faccia, credibilità e fiducia.

Lei “cucina” e qualcun’altro mangia…

Soltanto che poi, i piatti sporchi da lavare, rimangono a lei.

E sono trascorsi solo tre mesi.

Pochi, ma bastevoli per dimostrare nuda e cruda, tutta l’impreparazione, la superficialità e l’improvvisazione della sua amministrazione.

Fra proclami, bugie elettorali, ingannevoli spot ed autogol politico-amministrativi.

Il tutto, aggravato da una consapevole incoerenza, messa a nudo dalle  recenti conferme dei “soliti noti” alla presidenza di partecipate.  

Come può, caro sindaco, affermare di rappresentare la discontinuità, l’innovazione, la novità, quando poi i fatti, e le decisioni assunte in più contesti, e non da lei, raccontano l’esatto contrario?

Un altro esempio forse ancora più calzante è rappresentato dalla vicenda stadio: l’esatto e fedele contrario di come si fa politica e amministrazione.

Qualche mese fa, preso da smania da nuovo “Messia” e pericoloso entusiasmo post elezione, annunciò pubblicamente che il Crotone avrebbe giocato in casa sin dalla prima giornata, avvalorando di fatto volontà e tesi sposate dalla società.

Ha poi istituito un tavolo tecnico permanente “senza arte e nè parte”, che di tecnico purtroppo, non possiede niente.

Con tutto il rispetto per i componenti caro sindaco, avrebbe dovuto circondarsi di professionisti ed esperti del settore, per non incorrere in una serie di errori e frettolosi pareri, che l’hanno trascinata in un vicolo cieco. 

Dal quale poi, ha pensato di tirarsi fuori, “Ponziopilatizzandosi”, e ricacciando colpe e responsabilità sulla precedente amministrazione, la stessa a cui lei, o chi per lei, ha consegnato lustro e continuità, e sul F.C. Crotone.

Troppo facile sindaco.

Se avesse avuto le idee chiare, carattere e attributi, magari consigliato da qualche tecnico vero, avrebbe dovuto rifiutare fermamente ogni proposito del presidente Vrenna, adeguando lo Scida alla Serie A senza ampliamenti, vedi Frosinone, e giocando a Crotone sin dalla prima giornata.

Ma oramai il danno è stato fatto e tornare indietro non si può più. Ci riferiamo alla vicenda dello stadio Ezio Scida ovviamente, purtroppo ripresa anche da Gian Antonio Stella, che, con un articolo pubblicato sul Corriere della Sera, ha messo alla berlina e in ridicolo la città di Crotone e la sua amministrazione. 

Per tutto il resto invece, può ancora dimostrare, se lo ritiene opportuno, e se ritiene che Crotone meriti un’amministrazione vera, trasparente ed efficiente, di essere lei il sindaco della città, e non solo l’ombra più piccola di una ingombrante sagoma che l’ha già oscurata…Non se n’è ancora accorto?

Non si è accorto che il disegno prestabilito si sta completando, che non esiste un vero governo, che non esiste una maggioranza, così come una opposizione?

Hanno rapito, umiliato e mortificato la democrazia, tenendola ancora in ostaggio.

Ed ora la concedono a piccole dosi, ma a caro prezzo…

Cominci a dire e fare di testa sua caro Ugo, abbia il coraggio di disertare “le stanze” di chi la segue, la controlla e la manovra di persona

Oppure si dimetta.

Noi faremo cosi.

Siamo comunque disponibili ad ogni confronto ed ausilio, per il bene della città e, ci creda, anche il suo.
Sergio Torromino

Antonio Argentieri  Piuma

Consiglieri comunali

Le Tre Elle

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