​Mister X, non sappiamo perché, ma abbiamo netta la sensazione che oggi ci vuole parlare di strategie politiche, di sindaci e leader politici. È cosi?

“Si. Perché nelle ultime settimane al Comune di Crotone, ma non solo, qualcosa sta cambiando. Gli attori politici protagonisti infatti sono ora due, Ugo e il leader della coalizione che ha vinto le elezioni.
Cosi come due sono le strategie, che potrebbero anche congiungersi, ma non certo a causa di una comune volontà”.

La sua introduzione è piuttosto nuova per il solito scenario crotonese, e anche molto intrigante. Dove vuole andare a parare?
“A Cosenza. Perché ormai sono troppi i segnali che portano li. Vi sono infatti ampi ragionamenti in atto e scelte, alcune delle quali già consumate, che fanno pensare a Cosenza.
Solo coincidenze, o reali tentativi di intromissioni da parte dei cosentini sul territorio crotonese?”.

Ce lo dica lei. Se ha aperto questo discorso vuol dire che qualcosa si sta muovendo…

“In effetti si. E la conferma a questa tesi, è arrivata dalla nomina del cosentino Bruno Rosaspina a segretario generale del Comune di Crotone.
Un nome deciso dal sindaco, e suo malgrado subito dal suo leader politico. 

Il nome caldeggiato e gradito al leader infatti non era quello di Rosaspina, ma quello di Monea, gradito anche a Vallone, tanto da fargli ricoprire il ruolo di componente del nucleo di valutazione dei dirigenti comunali”.
Cosa sta tentando di dirci, che Ugo avrebbe “rotto le catene”, e starebbe cominciando a fare di testa sua?
“Si, perché i segnali di uno scricchiolio e di un tentativo di autonomia ci sono tutti. Per una strategia “guidata” da altri, e condivisa da Ugo, che non è cosi sprovveduto e solo come molti credono”.
Cioè, il sindaco da una parte e il leader dall’altra? Una sorta di “consapevole bipolarismo politico”?
“Esatto. La domanda è: chi sta aiutando e guidando Ugo nella scelta di alcune persone?

Credo che il sindaco stia dialogando e stia accettando “consigli” da più parti e partecipando a più tavoli. Anche a quelli del suo leader, anch’egli proiettato verso Cosenza, per ovvie e personali ragioni elettorali. Vedi prossime elezioni regionali.

Insomma, la strada è una, e porta a Cosenza.

Ma gli obiettivi e le strategie politiche sono due. Le prossime mosse e nomine lo confermeranno”.

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