Presentare la propria opera letteraria a Napoli, e ritrovarsi di fronte niente popò di meno che Bruno Vespa, non è una roba che accade ogni giorno.

Soprattutto se tutta la tua vita, o quasi, è dedicata alla cultura e alla realizzazione di romanzi, che molto spesso rappresentano quello che in realtà sei dentro, ciò che hai dentro, che senti, che trasferisci ai personaggi che attraverso i tuoi pensieri, “vivono” sulle pagine del tuo libro.

Ebbene, se riesci a far diventare la tua storia, anche quella del lettore, allora significa che la tua fantasia e la tua penna, sono diventati improvvisamente e piacevolmente familiari.

Del resto, cos’è che fa sentire un autore felice, appagato, sempre pronto a scrivere e raccontare emozioni: un comodino, una lampada e una poltrona, e con essi la certezza di regalare agli altri ciò che più ami.

Un po’ quello che sta accadendo alla scrittrice crotonese Irene Stasi, che proprio ieri ha presentato il suo “Ali di carta” (edito da Albatros), 


a Napoli, ospite della libreria “Io ci sto”, insieme al giornalista Francesco Vignis, e di fronte ad una platea numerosa e interessata.

Inutile dire che il top della serata, è stato rappresentato dalla presenza di Bruno Vespa, col quale Irene, visibilmente emozionata, ha consegnato il suo libro, “riuscendo” anche a scambiare due chiacchiere con il famoso scrittore e giornalista, che ha regalato ad Irene Stasi il suo personale in bocca al lupo.

“È stata una esperienza unica e fantastica”.

Sette semplici ma molto significative ed emozionate parole, che racchiudono una delle parentesi più importanti della ancora breve ma già “ricca” carriera di Irene Stasi.

Perché è proprio vero: si può sempre spiccare il volo…anche e solo con “Ali di carta”. 

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