È vero, Matteo Renzi ed il SI hanno perso, e anche sonoramente. Ma forse, soltanto il referendum.

A noi, in questo momento di delusione, rivalsa, baldoria ed euforia, in attesa che il presidente della Repubblica Mattarella si determini definitivamente, non può sfuggirgi un dato che, nonostante il popolo e la democrazia abbiano chiaramente trionfato, va comunque tenuto nella dovuta considerazione: Il risultato elettorale di domenica 4 dicembre ha sancito che da una parte c’è da solo il 40%, dall’altra invece “una accozzaglia”, cosi la definiscono in molti, che ha vinto “Si”, ma probabilmente solo per un giorno.

Sono molti i dubbi e le incognite politiche che infatti accompagnano i costruttori e gli assertori del NO.

Messo per il momento da parte ed “umiliato” Matteo Renzi, riusciranno ora ad essere coesi e diventare valida e credibile alternativa di governo?

Perché il dato numerico che ha fatto trionfare il NO è molto importante solo se accompagnato da conferme, accordi e patti politici che dovranno superare vecchie ruggini e divergenze.

Se la voglia e la bramosia di potere riusciranno nel “miracolo” di unire le diverse anime che hanno “ferito” Renzi, allora l’Italia potrebbe davvero aver voltato pagina.

Se invece l’ormai quasi ex Premier, avrà il tempo di riorganizzarsi, di riscuotere qualche “cambialuccia” politica, e di confermare il suo non frammentato 40%, le prossime elezioni politiche (se ci saranno), potrebbero regalarci ancora tante sorprese. O conferme, scegliete voi.

Detto questo, capirete che anche a Crotone, attori e copione politici, rimarrano i medesimi di sempre.

Ciò non significa che Enzo e Flora Sculco, (soprattutto se passerà il proporzionale), non allungheranno l’occhio “in centro”, zona Udc di Cesa magari, ma continueranno comunque ad avere tempo e modo per proseguire nelle loro strategie politiche da una posizione piuttosto privilegiata, forti di una scelta che numeri alla mano, li potrebbe vedere protagonisti in occasione delle prossime scadenze elettorali.

Non sono loro i reali sconfitti del referendum costituzionale.

Dovranno solo individuare la strada “giusta”: riformatrice (Renzi) o centrista-moderata (Cesa)?

Perché c’è un sindaco, sorridente ma silente infatti, che qualche tempo fa aveva più volte dichiarato di essere schierato per il NO.

Non ha mantenuto la sua pubblica promessa, si è schierato per il SI, e dunque, sino a prova contraria ha perso due volte.

Come far gol tirando un calcio di rigore nella propria porta…

L’aperitivo post referendum è servito.

Per i “contorni”, attendere grazie…

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