Riceviamo e pubblichiamo


Questa non è una replica come tante altre, come tutte le altre.

Perché questa volta non serviranno molte parole, ma poche e soprattutto vere.

Non basate sullo squallido, inopportuno e sempre denigrante vizio di offendere per difendere, ma incentrate su un semplicissimo e innegabile elemento, la verità.

Soprattutto quando questa è supportata da fatti “notoriamente” passati alle cronache, e immortalati anche in eloquenti foto e selfie.

Fatti e misfatti politici e morali, che da anni riempiono le cronache e le stanze, di potere e anche giudiziarie.

A La Prossima, prevedibile e approssimativa anche nelle risposte, piace tanto giocare con le consonanti, permettendosi addirittura di tirare in ballo il lavoro e la legalità…

Vuoti e insoddisfatti, hanno avuto da ridire anche sulla libertà.

Classico esempio di mancanza di stile, certezze e argomenti, impreziositi da una cieca e sorda arroganza senza confini.

Vogliamo parlare di lavoro e la Prossima?

Vogliamo parlare di libertà e la Prossima?

Oppure di legalità e la Prossima?

Suvvia, non ci sembra proprio il caso.

Oppure vogliamo parlare di politica Prossima: falsa, clientelare e irriverentemente incoerente.

Un marchio di fabbrica unico e indelebile.

La politica non è soltanto affare e affaristica, ma sociale e di servizio.

E stare dentro al mondo del lavoro da molti anni, amministrare aziende e dare e creare lavoro, è fare politica.

Non pensando solo a se stessi, ma lavorando per il bene comune.

Le elle per noi sono e rimarranno tre: LAVORO, LEGALITÀ E LIBERTÀ, alle quali però, per la “speciale” occasione ne aggiungiamo una quarta, LIMITE.

Perché c’è un limite che non va mai oltrepassato: quello del rispetto, della lealtà e della buona educazione.

Sempre, ovunque e con chiunque.

Nello specifico del referendum poi, ti avevamo posto una domanda, che puntualmente, e non avevamo dubbi, non è arrivata.

P.S. Non siamo e non saremo mai interessati alle POLTRONE, ma solo al benessere e futuro della nostra città. (vedi referendum)

La penna pagata, continuamente e inutilmente tirata in ballo in ogni replica della Prossima, ha un regolare contratto, e viene retribuita con i nostri soldi.

E soprattutto racchiude, assembla ed esterna, sempre, un pensiero libero e collegialmente condiviso…

Anche dai consiglieri comunali Sergio Torromino e Antonio Argentieri Piuma.

Fieri analfabeti della politica.

Il Gruppo de Le Tre Elle

LASCIA UN COMMENTO