Premesso doverosamente che il contratto al Marrelli 

Hospital, non è un atto dovuto, cosi come ricevere risorse economiche destinate al personale dipendente, nonostante le motivazioni messe in campo dalla proprietà, legate alla salute e ai notevoli disagi di tanti crotonesi costretti a curarsi nelle strutture del nord Italia, siano molto importanti e circostanziate, la situazione della struttura sanitaria crotonese, va via via e purtroppo complicandosi.

Intanto, va precisato che, in considerazione della manifesta volontà dei dipendenti del Marrelli Hospital, il decreto non si può impugnare, ma solo chiedere al Tar la sospensione dello stesso.

Sospensione che, fra le altre cose, presenta possibilità di successo molto ridotte. Quasi nulle.

Occorre rispettare inoltre alcune regole ben precise, che nello specifico del caso sono appropriatezza e recupero della mobilità passiva.

E poiché il Marrelli Hospital è considerata una new entry nel servìzio sanitario nazionale, sarebbe a dire che non esistono dei dati di riferimento, la cosa si complica ulteriormente.

Difficile quindi in questo momento lasciarsi andare a tempi e cifre.

Cosi come riuscire ad ottenere risultati, affidandosi alcune volte a soluzioni “forzose”, poco diplomatiche e forse, non molto gradite…

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