​È sempre stato un dato semplicemente ufficioso, perché ci sono alcune persone nella vita, cosi come nella politica, che non appaiono, non amano i riflettori, le chiacchiere ed i pettegolezzi da puri arrivisti, ma quando c’è da perseguire un obiettivo e conquistarlo però, decidono, agiscono e incidono. 

Quasi sempre.
Concedeteci il quasi, poiché nessuno è indispensabile in questa vita.
Nel calcio, ma anche nel ciclismo, li chiamano gregari, cioè quelli che corrono, faticano e sudano per il proprio leader, nella politica invece, molto spesso, che piaccia o no, sono il braccio destro, attivo e strategico, di chi è a capo di un gruppo o di una coalizione.
Vedi Crotone, vedi Demokratici, vedi Enzo Sculco e vedi appunto, Leo Pedace.
Un gregario politico di “lusso”, efficiente, umile e silenzioso, da diversi anni ormai vicino a Sculco.

E crediamo, leader predestinato.
Forse anche per questo amato, ma anche molto temuto e combattuto da tanti, compresi i suoi “compagni” di avventura.

Saranno molto probabilmente i consensi elettorali, costanti e numerosi, l’appeal politico, la paziente lungimiranza e, soprattutto, la stima e riconoscenza del capo.
Esternata spesso e in diversi modi, anche attraverso proposte allettanti, tutte puntualmente rifiutate. 
Ultima in ordine cronologico, l’incarico di vice sindaco…

Evidentemente Leo, ha già molto chiaro il suo percorso e obiettivo finale, che passa e passerà sempre attraverso il lavoro, spesso oscuro e sconosciuto ai più, il sacrificio, lo spirito di servizio e il gioco di squadra.

Comune, Regione, Provincia o incarico professionale-dirigenziale?

Vedremo. Ci sarà tempo e modo.

Molto però, dipenderà anche da quanto si deciderà a Roma…
D’altra parte i gregari come lui, non si fermano mai, anche quando la battaglia è vinta…perché la “guerra”, in politica, non finisce mai…

Cosi come i nemici.
Che non sia proprio Leo Pedace quindi, l’erede naturale di Enzo Sculco, lo “scomodo” uomo ombra che tutti temono, occulto regista degli assortiti malumori in casa de la Prossima Crotone?
Il binomio del resto, antico e molto affiatato, è rodato ed elettoralmente vincente. 
Il resto, politicamente e strutturalmente parlando, è tutto “contorno” e routine organizzativa.
P.S. Ogni riferimento a fatti e persone coinvolte, direttamente e indirettamente, non è puramente casuale…

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