​Non piace quasi a nessuno, non lo 

conosce quasi nessuno, ma è stato comunque approvato.

Per ovvie ragioni di “Stato”, e molto probabilmente anche per pura opportunità politica.

Stiamo parlando del Piano comunale della gestione dei rifiuti, appena approvato nel Consiglio di lunedi 27 marzo, e in attesa ora dell’ok della Regione Calabria.

Documentazione come quasi sempre accade “last minute”, pochi interventi in merito, e Piano sui rifiuti che passa da “oggetto misterioso”, ma che naturalmente, impareremo a conoscere molto presto.

Tutti insieme. Anche chi lo ha redatto.

Si perchè il regolamento in oggetto, “concepito” dalla Partecipata Crotone Sviluppo, ad eccezione ovviamente degli adeguamenti e aggiornamenti normativi, è in pratica un copia e incolla di quello precedente, realizzato dal Comune “Era Vallone” e che lo stesso ex sindaco si era impegnato a modificare il 13 aprile 2016, con tanto di esclusività del servizio in favore di Akrea.

Nessuna novità di rilievo o innovazione, piuttosto invece, alcuni punti molto discutibili sui quali obiettare, a cominciare dal non casuale coinvolgimento delle parti sociali…
Alle quali tuttavia, il Piano non è piaciuto affatto.

Del resto il sindaco, come avrebbe potuto convocare le parti sociali se in mano non aveva un fico secco?

Era tutto un incerto ma scontato “copy in progress”: richiesta della documentazione da Crotone Sviluppo ad Akrea, con relativo tempo per la stesura del “nuovo” Piano comunale gestione rifiuti.

Ma entriamo nello specifico.
Nel contratto di servizio per esempio, non è quantificato analiticamente, ma in modo invece forfettario, il costo legato ai servizi di igiene urbana e quello di raccolta differenziata che Akrea dovrebbe svolgere.

Perché?
E perché il sindaco ha parlato della necessità di avere una “nuova Akrea”?
Forse perché il destino della “vecchia” è già segnato e disegnato?

Un indizio, di natura politico-amministrativa, potrebbe essere proprio quello del partecipato passaggio di Leo Pedace da Akrea a Crotone Sviluppo.

Puzza di bruciato ad Akrea, o effettiva necessità di dare un nuovo e diverso impulso a Crotone Sviluppo, col “salvatore della patria” di turno?

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