Se una pattuglia dei Carabinieri o 

della Polizia vi ferma e vi trova sprovvisti della patente, oppure senza cintura di sicurezza, o mentre parlate al cellulare alla guida, e di conseguenza vi sanziona, voi di solito come vi comportate?

La risposta è logica e più che mai scontata: magari imprecate pure, contro voi stessi, ma vi sorbite la ramanzina del pubblico ufficiale, ritirate il verbale e tornate alle vostre cose senza battere ciglio.

Avete violato la legge, e il codice della strada, dunque, è giusto che paghiate la sanzione.

Una normale “consuetudine” quest’ultima che, se pur fastidiosa, fa ormai parte della nostra consapevole quotidianità.

O meglio, sappiamo bene che se ci beccano senza l’assicurazione della nostra auto sono guai seri, per cui o viaggiamo muniti, oppure siamo costretti a camminare a piedi.

Anche se ci girano un po’ le palle…

Un piccolo e classico esempio di legalità.

Come ce ne sono tanti del resto, e che regolano in qualche modo la nostra vita, secondo le leggi vigenti, nei diversi ambienti e contesti.

Si tratta solo di comprendere, metabolizzare e collaborare, per il nostro bene e benessere, e della comunità in cui viviamo che, ricordiamolo sempre, appartiene a tutti.

E se tutti rispettiamo le leggi e le regole, da coscienziosi e onesti cittadini, il beneficio non è soltanto nostro, ma generale, e soprattutto contribuisce alla crescita socio-economica di una intera collettività.

Perché adempiere ai normali doveri di cittadino, scatena un circolo virtuoso molto positivo e non indifferente, che innanzitutto consente pari diritti e pari dignità, (che non è poco), ma permette anche all’ente di governo di non essere sempre con i conti in rosso, e costretto ad erogare servizi essenziali poco soddisfacenti che, inevitabilmente, non fanno altro che peggiorare la qualità di vita dei cittadini.

Come ci si può indignare quindi, se, come quando ci fermiamo ad un posto di blocco, ad una categoria, piuttosto che ad un’altra, vengono regolarmente richieste le necessarie autorizzazioni?

Dovremmo farlo invece se ciò non accadesse…

Se, con menefreghismo e non curanza, avallassimo e permettesimo di fatto l’evasione o le irregolarità.

Che sono diverse, e tutte negativamente dirottate sul cittadino.

Come possiamo pretendere servizi ineccepibili, se c’è ancora chi non paga le tasse, e non solo quelle?

È giusto e corretto che chi non è in regola con tasse e prescrizioni, o magari viola la legge con “artifizi” vari, poi guadagna molto di più di un onesto commerciante che adempie pienamente ai suoi doveri?

Ecco, questa è, o dovrebbe essere la legalità.

Un principio, un dovere ed un sano stile di vita, che non dovrebbero mai venire meno.

Riflettiamo quindi.

È più che mai importante e necessario.

Perché i grandi processi di cambiamento, soprattutto quelli più complicati e che richiedono sforzi comuni e molto impegno, non si realizzano dall’oggi al domani.

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