​Lettera di una cittadina speranzosa e disillusa

È ufficialmente iniziato il periodo dell’anno dedicato al “se ne parla a settembre”…

O meglio, una elegante “presa per il culo”, da parte di chi vi ha promesso o vi deve qualcosa e si arrampica sui bollenti specchi luglio-agostiani, oppure un comodo, pigro e scontato rimandare tutto e tutti, suocera compresa, alla fine delle vacanze.

Lunghe, ripetitive, ininterrotte, perenni. 

Ma sacre, come le vacche indiane.

Eh già…a Crotone funziona cosi, ha sempre funzionato così, e salvo interventi “divini”, o una illuminante conversione cerebrale di massa, continueremo a metterci in stand-by a giugno, per poi riavviarci, si fa per dire, a settembre…

Che poi alla fine settembre arriva, e per parlare se ne parla.

E basta! Solo parole, o quasi.

Nove mesi (vedi p.s. finale) di chiacchiere inconcludenti e con vuoto a perdere, di cazzate abnormi e populismo spicciolo. Piccolo piccolo.

Ecco perché seguo poco la politica locale, perché se questi “mezzucci propagandistici” vengono ampiamente utilizzati anche in politica nazionale, in quella locale allora si campa solo di quello?

E io, che amo la mia città, se permettete, mi sento personalmente offesa nella mia intelligenza, in qualità di cittadina. 

Anche se devo dire che, questa amministrazione comunale, mi pare quantomeno più attiva e trasparente delle precedenti, e già questo “profuma” di concreto, di credibile, di speranza.

Quelle precedenti sembravano quasi uno spettro nero che aleggiava sopra questa città: troppe parole, pochi fatti, talmente pochi e indicibili, che alla fine, neanche ne parlavano più..

Ma la giunta Vallone poi…è mai esistita?

Domanda esistenziale troppo complicata per essere affrontata oggi…

Se ne parla a settembre va!

P.S. Qualcuno di voi ci avrà sicuramente fatto caso, o almeno spero.

Ho fatto cenno a nove e non dodici mesi, quanti sono quelli che compongono un anno.

Perché in realtà, e per dirla tutta, eliminati di fatto luglio e agosto, c’è un’altro mese in cui a Crotone, fra imbambolati sogni ad occhi aperti, regali e regalie, crustoli e panettoni, tutto si ferma, “magicamente”.

Fateci caso, fra quattro mesi, a dicembre, idem come sopra, cambierà solo il periodo e la frase tipo, ma la sostanza purtroppo o per fortuna, rimarrà la medesima : “se ne parla con l’anno nuovo”…E cosi sia.

Una cittadina speranzosa e disillusa

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