È inutile girarci intorno, o barcamenarsi cervelloticamente in una plausibile risposta, che potrebbe, comunque sia, risultare inesatta.

Da qualsiasi “angolazione” si ponga la domanda, il quesito, che ha ormai assunto tutti i connotati di un rebus, il risultato non cambia: la vicenda che ha investito l’aeroporto di Crotone è un classico esempio di come la politica possa influire ed indirizzare, in positivo o in negativo, le sorti di un progetto, di un programma, di una struttura o infra, pubblica o privata che sia.


E nel caso dello scalo crotonese, che sta a metà fra una telenovela brasiliana ed una rappresentazione teatrale mal riuscita, pare non vi siano più dubbi: questi, o ci fanno o ci sono…

Altrimenti tale ammaestrata debacle non si spiegherebbe.

C’è chi dice che sarebbe colpa di Vallone prima, di Pugliese dopo, o di entrambi, perché impegnati in un non esercizio “troppo provvisorio”, e troppo a lungo dolcemente illusi e “soffocati” da Sa-gas…


C’è poi chi tira in ballo la “farfalla” Dorina, impermeabile e imbattibile in quanto a diplomatici rapporti con tutti, e per tutti i gusti, politici…

La responsabilità non è mai sua. Fateci caso.


Il resto è storia dei nostri giorni, e di tutti i giorni.

Con il sottosegretario che proclama e annuncia aperture a breve, ma non si sa di cosa, del Comune che vuole acquisire quote di Sacal, anche se non potrebbe, e nonostante pare che nessuno all’interno di Sacal abbia poi cosi tanta voglia di un altro socio.


Perché Sacal non fallirà, e di altri e di ben’altra natura saranno i fallimenti.

Personali e politici.

Vedi S.Anna S.p.a…che doveva e poteva essere salvata…


Se Crotone stava veramente nei cuori e nei programmi, sarebbe molto probabilmente bastato un intervento economico di 2/3 milioni di euro da parte della Regione, che il sindaco fosse intervenuto velocemente con le 

royalties, e avesse chiesto in tempo l’esercizio provvisorio.


A quest’ora, forse, l’aeroporto sarebbe stato funzionante, proprio come Reggio Calabria.


Ma chi si nasconde e gioca a fare il prestigiatore, Oliverio&soci, continuerà ad essere tale, i comitati, più o meno politicizzati, proseguiranno con le loro forse inutili battaglie, mentre alla gran parte dei cittadini, purtroppo, dell’aeroporto non gliene può fregare di meno.

È un dato di fatto inconfutabile.


E gli Sculco?

Il grande Blek osserva, attende, ma non si esprime, Flora intanto, guardando oltre, “ammette” che sarà difficile che il Sant’Anna riprenda presto la sua attività.


Niente di più facile.


Cosi come fra errori ed orrori amministrativi, fra una cazzata e l’altra, fra dichiarazioni ad effetto e comunicati stampa “fatti in casa”, litigano si, ma per prendersi il Pd…


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