Riceviamo e pubblichiamo

Il Sindaco Pugliese ha travisato il parere reso dal Ministero dell’Interno al punto tale da rendere pubblica una notizia non vera e priva di fondamento  relativa al fatto che il Viminale abbia escluso che sussista alcuna incompatibilità per la carica dell’Assessore da lui  nominato il 21 luglio 2017.

In realtà, il parere ministeriale, non esclude la causa di incompatibilità dell’assessore De Luca ma delinea, invece, quelle che definisce «… le coordinate normative e giurisprudenziali di cui si dovrà tenere conto nel valutare l’esistenza della prospettata fattispecie di incompatibilità …».

In altre parole il Ministero afferma che « … la pendenza della lite tra l’assessore esterno, avv. Salvatore De Luca, e il Comune di Crotone determina certamente l’insorgere della causa di incompatibilità di cui all’art. 63, comma1, n.4, del d. lgs. 267/2000. Tuttavia, occorre valutare in che modo incidano sul permanere della sussistenza della stessa l’accordo di cessione con la relativa richiesta di estromissione e la rinuncia agli atti del giudizio».

Ed è proprio dall’esame della documentazione prodotta dall’assessore De Luca che noi del M5S abbiamo potuto valutare la sussistenza della causa di incompatibilità, tenendo conto non solo del quadro normativo.

Alle medesime conclusioni sono giunti il Segretario Generale avv. Bruno Rosaspina e l’Avvocatura dell’Ente avv. Rossella Russo.

Infatti, nella segnalazione che abbiamo inviato all’ANAC, con buona pace del Sindaco, dimostriamo che la nomina dell’assessore De Luca fino ad oggi è illegittima in quanto questi non ha proceduto al sostanziale ed incondizionato abbandono della lite pendente.

L’assessore De Luca, utilizzando l’ istituto giuridico della rinuncia agli atti del giudizio (art. 306 c.p.c.) nei soli confronti del Comune  non sana la sua posizione di incompatibilità.

Infatti, sulla base del dettato normativo (art. 310, comma 1, c.p.c.) secondo il quale l’estinzione del processo non estingue l’azione, la rinuncia agli atti determinerebbe sì l’estinzione del processo ma non scongiurerebbe la riproposizione dell’azione.

La rinuncia agli atti non implica la cancellazione del diritto sostanziale per cui la domanda può essere sempre riproposta.

Il M5S ritiene che, alla luce dei fatti, l’avv. De Luca continui ad essere incompatibile con l’incarico di assessore conferitogli dal Sindaco,  non per pregiudizio politico, come affermato dal presidente della  I commissione consiliare avv. Mario Megna, ma perché la sua nomina, come esplicitato  sopra, vìola palesamente  quanto prevede l’art. 63 comma 1 n.4 del TUEL.

Per quanto ci riguarda le regole devono essere rispettate e non aggirate; non basta una dichiarazione opportunistica, depositata pochi giorni prima della nomina, in cui si cede a terzi  il credito controverso vantato verso il Comune di Crotone, seguita dalla richiesta di estromissione e rinuncia agli atti del giudizio solo nei riguardi dello stesso Comune,

Ricordiamo anche che nella missiva  inviata dalla prefettura al Sindaco di Crotone si  ribadisce che il Consiglio  Comunale  è l’organo collegiale competente a deliberare sulla regolarità dei titoli di appartenenza dei propri componenti, secondo la procedura prevista dall’art. 69 del TUEL.

Inoltre, si rammenta che lo stesso avv. De Luca, in quanto  liquidatore della Società di Costruzione Afrodite srl, difende gli interessi  di  detta società che ha come controparte il Comune di Crotone e ciò prospetta un palese conflitto d’interessi nell’esercizio della sua funzione pubblica.

Ilario Sorgiovanni, Andrea Correggia  M5s – Crotone

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