Non esistono barriere umane, né differenze o diversità, e tutto o quasi, può essere raggiunto e ottenuto.

Basta volerlo con tutto te stesso, desiderarlo e perseverare fino a quando ciò che ti sembrava impossibile, lontanissimo ed irraggiungibile diventa realtà.

Una realtà spesso complicata, piena di grandi ostacoli, e soprattutto, purtroppo, nascosta ed invisibile ai più, a causa di antichi, stupidi e penalizzanti pregiudizi che ancora oggi, nonostante tutto sia ormai cambiato, tutto sia molto più accessibile, e alla portata di tutti, grazie soprattutto alla tecnologia più avanzata, insistono e resistono.

È allora, che l’assurda vergogna della diversità e della disabilita, ti “uccidono” ancor prima di morire, ti impediscono di respirare, di guardare, di vivere, di “volare”…

Ecco, fra l’altro, cosa ha spinto Simonetta Agnello Hornby, autrice italo-inglese, di scrivere insieme a suo figlio Giorgio, affetto da sclerosi multipla progressiva, quel gran libro che è “Nessuno può volare”.

Questo deve aver pensato Simonetta, con rabbia, dolore, ma anche con una grande forza d’animo e amore per la vita, nel terribile momento in cui il suo Giorgio, a 31 anni, proprio mentre la Feltrinelli le da la grande notizia della pubblicazione di una sua opera, le comunica di essere gravemente malato.

La sua vita non sarà più la stessa di prima, tutto cambierà per sempre, niente sarà più come un tempo.

Tranne l’amore di una mamma, e la irresistibile voglia di vivere, di lottare, di ricominciare tutto daccapo. Senza timori, senza freni, senza paure, e con la convinta consapevolezza che esiste un mondo anche per la diversità, per la disabilita, per tutte le diversità e disabilita.

Basta conoscerlo e viverlo, con serenità, gioia, e quasi divertendosi.

Proprio come hanno fatto Simonetta e Giorgio a Londra, dove vivono da molti anni, e dove hanno fortunatamente trovato la giusta e necessaria dimensione, umana e strutturale, per poter condurre una esistenza quasi normale.

Una vita senza inibizioni, senza limitazioni, senza barriere, umane e architettoniche, che hanno permesso a Giorgio, dopo un primo e molto difficile periodo di adattamento, fisico e morale, di decidere di poter andare avanti da solo.

Cioè senza più la stretta vicinanza della mamma, che si era trasferita vicino a lui per poterlo sostenere ed avviare alla sua nuova vita.

Perché “Nessuno può volare”, ma il solo pensarlo, immaginarlo, desiderarlo, ti può spingere verso vette e orizzonti impensabili, sconosciuti e inesplorati. 

Chissà se Simonetta Agnello Hornby, avvocato dei minori, (a propisito di disagi e diversità), con la sua proverbiale simpatia palermitana, e l’inconfondibile e acquisito stile di matura donna londinese, sarà riuscita a catturare l’interesse, il cuore e le coscienze degli studenti crotonesi che venerdì 29 settembre l’hanno accolta al Museo di Pitagora, ospite di Santo Vazzano e del Consorzio Jobel…

Noi diciamo di si.

Eravamo li, e siamo tornati ragazzi… 

Già, i giovani, ai quali la scrittrice ha regalato una splendida certezza: “siete la più grande ricchezza di questo paese e potete insegnare molto anche a noi”.

Siamo stati a Londra, magicamente trasportati nel cuore del racconto di Simonetta, e poi tornati al museo, nella casa di Pitagora, che la famosa scrittrice ha scelto quale ideale location per la prima tappa europea per la presentazione del suo libro.

Col pensiero si, ma volando…

Anche se non si potrebbe.

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