Il gruppetto dei sei consiglieri 

comunali di maggioranza “dissidenti”, dopo l’ultimo incontro-confronto di ieri sera, procede determinato e compatto.

Tutto come prima, o quasi insomma.

I sei decidono infatti di proseguire uniti, nella “ribelle” linea politica già intrapresa nei confronti del leader della coalizione, e dell’amministrazione Pugliese.

Franco Pesce però, espulso dai Demokratici, ma che sempre del gruppetto dei sei farebbe parte, in tutta autonomia replica duramente al suo ex leader, Enzo Sculco.

Dunque, o avrebbe deciso di agire di testa sua, oppure i suoi compagni di viaggio sarebbero d’accordo con lui, pur non manifestandosi.

Su questo non ci piove.

Cosi come, stando a fatti e persone interessate, qualcosa proprio non ci quadra…

Sei consiglieri Demokratici, o cinque Demokratici (per ora)+uno misto?

Donald Trump e il presidente nord coreano continuano a scambiarsi messaggi e minacce, ma nessuno dei due però, ha mai aperto le ostilità…

Vorrà pur dire qualcosa.
Riceviamo e pubblichiamo

“Il grande Capo, ovvero il sig. Enzo Sculco, ne ha detto un’altra delle sue. 

Quando non ha argomentazioni convincenti per fornire giustificazione alcuna alla difficilissima situazione che, sotto gli occhi di tutti, la nostra città sta vivendo ormai da mesi, non trova arma migliore che quella di ingiuriare l’avversario e di volgersi così alla di lui cronistoria personale, per cercarvi cavilli su cui poggiare le accuse più diverse, non conta quanto fondate o meno. 

Se facesse la stessa cosa il sottoscritto, avrebbe cose ben più gravi da dire e che non esplicita sia per il fatto che le stesse sono ampiamente note a tutti, sia perché non vuole attardarsi in un dialogo politico di così basso e meschino livello”.

“Quel che è sicuro è che il sottoscritto non si è accostato certo, come altri, alla politica per trovarvi un comodo sostentamento, in quanto ha di che vivere grazie alla sua onorevole professione. Null’altro che idealità e tanto amore per la propria città, dunque, nel fare politica in questi anni e, se gli è toccato una volta di cambiare casacca, ciò è da imputarsi non certamente alla ricerca di qualche prebenda più sostanziosa, ma, in primo luogo, perché, come già chiarito, non ne ha mai avuto bisogno e, in secondo luogo, perché, specie di questi tempi e dalle nostre parti, in politica tocca spesso andare incontro ad amare delusioni; non ultima quella dell’attuale amministrazione che grandi aspettative aveva suscitato nella maggior parte della popolazione”.

E poi, da quale pulpito proviene l’accusa delle “acrobatiche e sistematiche piroette”, proprio da un maestro delle piroette, che sa bene quando più gli conviene farle. 


Spiace profondamente al sottoscritto che, piuttosto che entrare nel merito delle vere piaghe che attanagliano la nostra città, si preferisca continuare ad adoperare l’arma del fango e della calunnia. Ma tant’è, nostro malgrado, per cui il sottoscritto si vede costretto a smontare una per una le accuse lanciate contro la sua persona.

Se il sottoscritto, nello svolgimento del ruolo di presidente di commissione prima e di capogruppo dopo, abbia o meno fornito un adeguato contributo, lo si lasci giudicare ai componenti di detti organismi politico-istituzionali; la persona meno idonea a farlo è proprio lui ,che da via Roma ha orecchie solo per ascoltare quanto più è di sua convenienza. Quanto, infine, all’accusa di “avvelenatore di pozzi”, che si diletterebbe a svolgere in modo seriale il ruolo di “divisivo”, il sottoscritto trova che detta accusa offende, prima ancora che se stesso, quanti, a vario titolo, hanno avuto modo di lavorare con lui e che senza dubbio possiedono una rispettabile personalità e capacità di discernimento politico tali, da poter decidere in assoluta autonomia ogni propria importante scelta”.


Franco Pesce
Consigliere comunale



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