Riflessioni a voce alta.

Secondo il principio di Newton, a ogni

 azione corrisponde sempre una reazione, uguale e contraria.

Ebbene, il paragone potrà sembrare un tantino esagerato, ma è invece necessario per introdurci all’interno e nel merito della replica del consigliere comunale Franco Pesce, al presidente dei Demokratici Enzo Sculco.

Sicuramente apprezzabile per volontà, forma e fruibilità dell’uso della lingua italiana, un po’ meno invece, per contenuto, significato estrinseco e messaggio, personale e politico.

L’ex consigliere dei Demokratici infatti, per quello che si evince, si lascia andare e trasportare dall’impeto della risposta a tutti i costi, girovagando un po’ smarrito intorno ad argomenti vari, senza però mai centrarne uno, o entrare nel vivo e nel merito delle questioni che tira in ballo.

Cioè l’azione politica, il suo viscerale amore per la città, la questione morale, e l’attacco confuso ma frontale al suo ex leader.

Tutto ciò, però, animato da rabbia e negatività generalizzata, senza un apparente filo logico e conduttore che faccia intendere a chi legge, come e dove vorrebbe arrivare.

Dubbio: Perché sino a poco tempo fa, partecipava convinto e attivamente in Consiglio comunale, pronto a lodare l’operato dell’amministrazione, alzando puntualmente la mano per approvazione?

Quale è stata la sua specifica azione di consigliere comunale, chi e cosa gli hanno impedito di portare avanti eventuali idee e progetti?

Perché il buio all’improvviso, e poi parole, parole e ancora parole, sopportate e non supportate da fatti e azioni concrete?

La benedizione dei cinque “compagni” d’avventura, ancora, non è arrivata…

Non condivisione del modus operandi, razionalità, marcia indietro quasi innescata, o primi indizi di una seconda esclusione?

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