Come annunciato da settimane, questa mattina, il comitato cittadino “Aeroporto di Crotone” insieme ad un nutrito gruppo di cittadini (circa 200), ha presidiato lo scalo, al fine di sollecitare la riapertura dello stesso. 

Neppure la notizia della riattivazione dei voli con data 1 dicembredifendere infatti, divulgata da SACAL nei giorni scorsi, ha piegato la tenacia, di chi la considera come parte di un “modus operandi”, eseguito a regola d’arte, e a cadenza regolare, da un anno a questa parte ormai, da politici, affini e personaggi di spicco.

Una sorta di “bugiardi seriali” a detta di questi cittadini, che, laddove hanno chiesto maggiori certezze, hanno ricevuto silenzio, quasi a sentirsi ignorati, se non addirittura snobbati dagli addetti ai lavori, altri grandi assenti di oggi. 

Una manifestazione, l’ennesima, quella di questa mattina, passata attraverso l’indifferenza totale di chi, quantomeno per cercare di disinnescare queste tensioni e malumori, avrebbe potuto approfittare, e apparire miracolosamente tra la folla, dispensando con magnanima generosità, informazioni circa, i numerosi bandi, tra i quali, quello per le attività di stoccaggio e rifornimento, quello per i servizi di pulizia e santificazione dei locali, quello di manutenzione straordinaria degli spazi verdi, già emanati e con scadenza i primi di novembre. 

Certo, manca ancora qualche piccolo dettaglio, ad esempio, ancora, non ci è dato sapere, il nome del fantomatico vettore che si occuperà dei voli. q

Qualche altra piccola zona d’ombra qua e là, sciocchezze in fondo… o no? 

Male che vada, si ritardera di un mese… forse. 

Queste, e tante altre le perplessità espresse dai manifestanti, e i disagi provocati da questo isolamento, sono ben evidenti e tali, da causare, in determinate circostanze, vera e propria disperazione.

Come quella che ha spinto una manifestante, a tentare di lanciarsi sotto un TIR che viaggiava sulla S.S. 106. 

L’epilogo peggiore, è stato scongiurato dall’intervento tempestivo delle forze dell’ordine presenti sul posto, dopodiché, la donna, visibilmente scossa, ha abbandonato il luogo del presidio.  


Insomma, tensioni tra gli organizzatori, rabbia e impotenza, ma tra tutto e tutti riecheggiano le parole, sentite e rotte dalla commozione, pronunciate da un membro del comitato con microfono alla mano:

“L’aeroporto, la strada, la ferrovia, sono beni di tutti noi, quindi, impegniamoci, per riprenderci ciò che è nostro”
Noemi Bossi

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