Tanto tuonò che non piovve.

L’attesa e presunta unitaria assemblea congressuale del Pd infatti, alla fine, dopo gli accordi sui due segretari cittadino e provinciale, non si è consumata.

La proposta di sospensione, preso atto della attuale situazione di incertezza politica, è arrivata direttamente dal segretario regionale Ernesto Magorno. 

Anche il presidente della Regione Mario Oliverio dal suo canto, che ha ulteriormente favorito ulteriori e nuove aperture, ha dichiarato di non voler partecipare ad una assemblea, alla quale il partito è arrivato diviso, anteponendo ad ogni altro aspetto, l’unità di intenti e di azione, e prendendo atto che stasera, e in occasione di un “esame di maturità”, la maggioranza si è purtroppo dimostrata inaffidabile.

La stessa infatti, dopo aver incassato i voti sul segretario, ha poi inteso non rispettare il patto unitario, che era condizione necessaria e fondamentale, affinché si potesse procedere con l’assemblea congressuale in primis, e con i programmi del partito tutto subito dopo.

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