Non esiste un cambiamento, in 

qualsiasi contesto, se innanzitutto non lo si desidera, ma soprattutto se non lo si progetta, se non lo si pianifica e se poi non lo si mette in atto.

Dunque, se un tale, articolato e importantissimo processo non parte, non potrà mai essere portato a termine.

Ma una volta iniziato, se costruito su nuove e solide basi, nello specifico del caso, morali e professionali, non potrà che raggiungere gli obiettivi per il quale lo stesso cambiamento, o rinnovamento che dir si voglia è stato concepito.

Ci sarà tuttavia bisogno del tempo necessario, fisiologicamente utile affinché venga definitivamente tagliato il resistente cordone ombelicale col passato, e in questo frangente temporale, totalmente ricostituite affidabilità, credibilità, onestà morale ed intellettuale, e ripristinata la fiducia. Dentro e fuori il palazzo.

Ebbene, non senza difficoltà, ostacoli e problematiche ostative di diverso tipo, in quasi un anno e mezzo di governo, l’amministrazione Pugliese è finalmente riuscita nell’intento di voltare pagina.

Pardon, di aprire una nuova pagina, amministrativa e politica, “violando” di fatto antichi, solidi e poco ortodossi modi di gestire la macchina burocratica del Comune, che di “comune” probabilmente, aveva ben poco…

Uffici dirigenziali praticamente “blindati”, accessibili a pochi, e quasi invisibili ai più.

Abbastanza facile intuire di conseguenza, il perché ed il per come immobilismo ed ostruzionismo, siano stati i protagonisti in negativo di questi ultimi mesi di vita amministrativa.

Da qui, dettata dalla evidente necessità di invertire la rotta e cambiare marcia, di intervenire, istituendo la “Macro Organizzazione dell’Ente”, attraverso una specifica delibera di Giunta, con la quale si avvia formalmente la riorganizzazione di tutti gli uffici comunali, decidendo di inserire figure nuove, ma soprattutto preparate e adatte al delicato ruolo dirigenziale che ricoprono, proprio per rilanciare la funzionalità ed efficienza degli uffici stessi.

E poco o nulla contano e conteranno in questi casi, amicizie, parentele e simil rapporti, quasi sempre tirati fuori quando non si possiedono validi e convincenti argomenti da mettere sul tavolo.

Ad ogni modo il tempo dirà.

Medesimo discorso anche per il nuovo segretario generale Monea, il cui ricco e importante curricula parla da solo, e chiamato a consegnare a questa amministrazione, il suo prezioso ed essenziale contributo di concreta operatività legislativa.

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