Riceviamo e pubblichiamo


Cara maggioranza, hai fatto tutto da sola, compresa la sparizione del documento politico…

“Il sottoscritto, sempre e solo per amore della verità è costretto ancora una volta a prendere “carta e penna” e ristabilire i fatti. 

Quelli veri.

Trovo veramente strabiliante come alcuni pseudo dirigenti “passati e ritrovati” “dell’attuale PD”, raccontano i fatti, o come artatamente, tenderebbero a farli apparire. 

L’impegno “unitario” politico, non “l’accordo” da tutti sottoscritto, è racchiuso in un documento, la cui “SPARIZIONE” però non la comprendiamo. 

DOCUMENTO POLITICO, che riguarda il rilancio del partito con una propria piattaforma politica e la gestione unitaria conseguente, una nuova politica delle alleanze, ovviamente su basi programmatiche, perché la politica dell’autosufficienza é stata sconfitta dagli italiani e dai crotonesi.

E di come il partito di Crotone, nel suo rilancio, trovi partecipazione più aderente con il partito Regionale e con il Governatore della Regione Calabria. 

Fermo restando che al Comune di Crotone siamo opposizione, e tale bisogna restare. 

Questi sono i fatti veri, quelli che vivono le persone normali, quelle in carne ed ossa. 

La mia candidatura a Presidente del Partito Democratico inoltre, l’ha avanzata il giornalista Gaetano Megna, magari svolgendo il suo abituale compito di cronista. 

Il sottoscritto, e l’area politica di appartenenza congressuale, e non già personale, non hanno mai avanzato nessuna proposta. 
E sapete perché ??? 

Perché non c’è stato nessun incontro tra le delegazioni. 

Se poi qualche singolo si è permesso di discutere del mio nome sono fatti propri, e non i miei. 

Solo sabato mattina, alle ore 11.30, si sabato mattina, il giorno prima dell’assemblea congressuale, un noto esponente del PD in forma privata mi ha chiesto di mettere a disposizione del partito la candidatura di mio nipote, Mario Galea. 

E sorridendo, ho risposto che la proposta mi lusingava… 

Che grande soddisfazione: da “il mai defenestrato capogruppo” del PD di Crotone Mario Galea, a presidente del PD Provinciale. 

Ho altresì aggiunto che io non faccio nulla sul piano dinastico, e che punto primario e nevralgico, era capire se avevano intenzione di convocare le delegazioni, per onorare l’impegno da tutti sottoscritto con varie strette di mano. 

E cioè il segretario provinciale al 60%, e alla minoranza le presidenze. 

Gestione unitaria del partito, e rilancio dello stesso nel contesto provinciale e regionale. 

È talmente vero ciò, che a tutti i livelli, provinciale e regionali, era noto e certificato. 
Per decenza e carità di patria mi fermo qui. 

A riprova di tanto va comunque ricordato, cosi come i giornali hanno riportato, che al congresso della città di Crotone, in maniera impropria, era già stata indicata la presidente del Partito alla minoranza. 

Il problema della presidenza provinciale dunque, non era mio, ma del partito, e sopratutto andava sottoposto alla mia area. 

Quindi per quel sabato, su mia richiesta, sono state convocate le delegazioni. 
La sera, un noto esponente politico nazionale ha introdotto chiedendoci la disponibilità di Galea Mario, in quanto esponente di primo piano, capogruppo al Comune di Crotone, primo degli eletti del centrosinistra, in relazione al mondo cattolico e del lavoro, e pertanto si sentivano, solo per una volta, di indicarci loro il candidato a presidente. 

La delegazione, con fare semplice, ha ringraziato ed ha ribadito due cose: 
se l’impegno unitario, già preso, veniva confermato, e se aveva facoltà di potersi scegliere il candidato, in quanto quel metodo metteva in discussione l’intero processo unitario. 

Quindi ancora una volta non ha avanzato nessun nome. 

E non voglio soffermarmi sulle anomalie politiche che la delegazione ha osservato in quella circostanza.

Ci sarà tempo e modo. 

Cosa poteva fare quindi la minoranza del partito, quando ormai in tutti i congressi l’elezione del segretario provinciale era già stata consumata? 

La nostra area voleva andare al voto proprio giustappunto per evitare le solite camarille, che puntualmente mettono in campo i soliti pochi agitatori e rabbiosi pseudo dirigenti, che nel partito ormai tutti conoscono. 

A noi sono stati rivolti gli appelli unitari, e la nostra analisi è sempre stata politica. 

Abbiamo convenuto al richiamo unitario di tutto il partito, e oggi invece subiamo un “processo”, addirittura con i capi d’accusa falsi e preconfezionati. 

Quindi, con la nostra singola assenza, abbiamo voluto far capire e segnalare, che già in partenza era stata minata la fiducia riposta, e che loro avendo la maggioranza potevano tranquillamente andare avanti. 

Ma che allo stesso tempo, non potevano comunque caricare di nessuna responsabilità la minoranza. 

La responsabilità deve essere loro, senza nascondersi dietro a niente ed a nessuno. 

Il loro “splendore” invece, é sotto gli occhi di tutti. 

E la minoranza, di conseguenza, non ha potuto fare a meno di segnalare a tutti i livelli del partito, e garanti del percorso, l’anomalia che si stava consumando a Crotone. 

“Smargiassata”, “beffa”?

Nulla di tutto questo. 

Abbiamo solo voluto dire alla maggioranza del partito, poche e semplici cose: avete fatto tutto voi. 

Sparizione del documento politico, avete voluto i voti per elezione del segretario provinciale, in maniera inusuale e non statutaria la certezza dei componenti dell’assemblea cittadina e del suo presidente. 

Infine avete scelto, ma non votato, la nostra rappresentanza politica. 

Cosa volete di più?

Fateci una lettera, magari anch’essa privata, con all’interno le indicazioni che dobbiamo eseguire… 

La semplicità del nostro messaggio sta proprio in questo, stare sempre dalla parte della verità, e sempre insieme alla gente”. 



Rocco Gaetani 

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