Un “attentato” alla democrazia, 


perpetrato da chi non accetta di essere ormai “solo” e superato, quello infelicemente organizzato, si fa per dire, dal segretario provinciale del Pd Gino Murgi, evidentemente non rassegnato ad accettare che una nuova fase politica sta per vedere la luce a Crotone: l’alba di un nuovo giorno, accesa da chi, mettendo da parte divisioni, barriere, incomprensioni e colori politici, sta per consegnare alla città ed ai crotonesi, la concreta possibilità di rialzare la testa, di vivere una nuova, serena e prosperosa epoca, lasciandosi dietro le spalle, buio, fame, pessimismo e scelleratezze politico-amministrative in serie, che hanno ridotto Crotone ai minimi termini.

E siccome il cambiamento, qualsiasi cambiamento, soprattutto se reale e credibile, che va a scombinare e sconvolgere antichi e penalizzanti modi di fare e pensare, incute sempre timore ed un po’ paura, ecco che chi si ostina ad opporre resistenza a prescindere, non disponendo di proposte, idee e programmi, mina seriamente alla serenità ed al futuro del suo partito, e a quanti hanno deciso di sposare la causa della propria città.

Guardando avanti, oltre, più in la, proprio come il presidente Mario Oliverio, del Pd anche lui, cosi come la segreteria cittadina, che alle inutili e dannose guerre intestine, hanno preferito di gran lunga la strada del fare, del programmare, del realizzare e dello stare insieme.

Anche se tutto ciò vuol dire lavorare insieme al sindaco di Crotone ed alla coalizione che lo sostiene.

Non è mica peccato impegnare cervelli, risorse umane ed economiche in un’unica, condivisa direzione, politica e programmatica: la crescita e lo sviluppo della città, attraverso progetti finanziati che non aspettano altro che di essere realizzati.

Ma forse Murgi ed i suoi pochi amici, devono aver scambiato la città ed il partito per un feudo…

Perché secondo i nuovi “compagni”, evidentemente, Crotone e’ una cosa e la provincia un’altra…

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