Se i crotonesi prendessero a cuore 


tutte le problematiche non “aeroportuali”, forse qualcosa in questa tormentata città cambierebbe davvero…

Perché talvolta abbiamo la netta sensazione che si stia confondendo la stagnazione dello sviluppo del territorio, con il rilancio aeroportuale.

Anche quando lo scalo crotonese era perfettamente funzionante, flusso o non flusso, dov’era tutta questa gente, indignata e attiva, quando i turisti comunque non arrivavano? 

E non arrivavano, crediamo, per svariati motivi: primo fra tutti l’assenza di accoglienza, di intrattenimento…

Come si dice, la bellezza non è tutto, e Crotone non può campare eternamente di rendita, come una avvenente donna, però noiosa e priva di contenuti estrinsechi…

Una che è  superficialmente convinta, altezzosamente, di rendere il mondo un posto migliore solo perché  “esiste”. 

E no miei cari, non funziona così, né per le donne, né tantomeno per le località turistiche, come dovrebbe essere Crotone.

Dove erano i comitati cittadini quando gli scavi archeologici dell’antico foro di Capocolonna venivano cementificati? 

Roba da fare accapponare la pelle, secondo molti archeologi… 

E dove erano i cittadini indignati quando, due stagioni orsono, il mare “profumava” di fogna?

Quando non potevi fare un passo senza pestare un odoroso “regalo” canino? 

Perchè non si sono attivati anche in questi casi? Perché non dicono nulla a riguardo anche adesso, considerate le parecchie problematiche che continuano a persistere? 

Possibile che l’aeroporto, da solo, possa risolvere tutti i problemi di questo territorio? 

E perché nessuno se n’è accorto prima? 

Avevamo la soluzione in tasca e non siamo riusciti a vederla? 

Sarà una forzatura? Non lo sappiamo. 

Intanto, nessuno investe su uno scalo che non promette guadagni, e per far si che ciò avvenga, Crotone dovrebbe traformarsi in una “meta ambita”, e quindi attrarre visitatori.

Lo dice e lo pretende la logica del mercato, non ce lo inventiamo mica noi.

Si offre un servizio in base alla domanda, e adesso che lo scalo è stato aperto, se la domanda sarà importante, nessuno, né De Felice, né Oliverio, e né tantomeno gli enti che rappresentano, potranno ignorare tale richiesta.

Piuttosto si prodigheranno per trovare la forza finanziaria necessaria ad investire capitali aggiuntivi, per elaborare un progetto che assicuri un futuro stabile. 

Il primo passo è stato fatto, e nessuno regala niente.

Oraa tocca a chi ha la forza e il potere di rilanciare il territorio, tocca ai politici locali, e a noi che li votiamo, e che qui ci viviamo.

Loro possono “valorizzare” i punti di forza, noi invece i presupposti dobbiamo crearli.

Magari partendo dall’abc dell’educazione civica, perché l’inciviltà purtroppo, (non di tutti fortunatamente), ci ha marchiati per troppo tempo ormai, e forse è giunta l’ora che ci facciamo tutti quanti un bell’esame di coscienza, collettiva e individuale. 

Finiamola di puntare il dito verso chi fa più comodo, perché la politica a volte, è lo specchio della città che amministra, e la città è lo specchio dei cittadini che la vivono.

E una politica che amministra una città sporca, piena di lacune e disservizi, che tipo di popolazione sta rappresentando?
Noemi Bossi

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