Sull’Antica Kroton c’è troppa confusione, 

ed è per questo che conviene fare chiarezza in modo definitivo così da evitare che un qualsiasi granello di polvere possa bloccare i delicati ingranaggi di questo progetto fondamentale per il futuro del territorio crotonese, che faticosamente e dopo tante peripezie siamo riusciti a portare alla conclusione e alla sua cantierizzazione.

Le ultime dichiarazioni del sottosegretario ai Beni Culturali, Dorina Bianchi, sollevano dubbi e perplessità su situazioni già analizzate e risolte da tempo.

Ma andiamo con ordine e partiamo proprio dal principio. 

Il finanziamento PAC di ben 61.700 milioni di euro è un finanziamento regionale destinato a Crotone e finalizzato al progetto “Antica Kroton”. Sono, quindi, fondi regionali liberati e vincolati allo sviluppo del territorio pitagorico, non sono a disposizione di nessun altro ente, e soprattutto non sono sotto la giurisdizione di altri livelli istituzionali che non siano la Regione.

Per quanto riguarda le osservazioni della on. Bianchi, che risultano superate, c’è d’obbligo sottolineare che sin dalla nascita della Giunta Pugliese, il Comune di Crotone ha seguito il progetto facendo riunioni su riunioni, promosse dall’assessore Rizzo, che, fin dal suo insediamento, aveva in gestione il progetto, alcune delle quali partecipate anche dallo stesso sottosegretario. 

In prossimità del 13 dicembre le riunioni si sono intensificate andando nello specifico e analizzando tutte le tante e complesse fasi del progetto Antica Kroton.

Che la necessità che Regione, Ministero dei Beni Culturali e Comune lavorino insieme, sia un dato affermato e condiviso è comprovato da tutte le riunioni fatte a cui ha partecipato sempre un rappresentante del Segretariato regionale del Ministero e della Sovrintendenza ai beni archeologici.

Ma analizziamo nello specifico le richieste della on. Bianchi. 

Il sottosegretario chiede che vengano “indicati con chiarezza gli ambiti di intervento”. Fatto. Nel protocollo d’intesa sono stati individuati gli ambiti di intervento che risultano essere tre e le relative competenze (cioè chi fa cosa, così come richiesto da tempo dalla Giunta Pugliese): l’area archeologica di fronte le fabbriche denominata “Antica Kroton”, il parco urbano nel centro città, il parco archeologico di Capo Colonna con annessa Area Marina Protetta.

L’on. Bianchi chiede di “allegare le schede tecniche che dimostrino la coerenza con la linea d’azione dei Pac”. Fatto. All’interno del protocollo d’intesa ci sono le schede tecniche che confermano quanto richiesto dal Ministero. Anzi, il protocollo d’intesa va pure oltre indicando in sessanta giorni dal 13 dicembre, il tempo necessario per preparare le schede tecniche di progetto, in modo tale da accelerare la cantierizzazione degli interventi. Conto alla rovescia che per quanto riguarda il Comune è cominciato nonostante la mancata firma del protocollo.

Il sottosegretario, inoltre, invita Comune e Regione a “indicare l’elenco di tutti i siti su cui intervenire”. Fatto. Anche questo è compreso, ed in modo dettagliato, all’interno del protocollo d’intesa.

Oltre ad essere tutto presente, vorremmo sottolineare che tutte queste decisioni sono già state condivise tra Regione, Comune, Ministero e Sovrintendenza Archeologica, con i quali si sono anche effettuati i sopralluoghi sui siti in cui intervenire.

La Bianchi pone, in conclusione, come pregiudiziale “l’indispensabile sottoscrizione del protocollo di legalità e l’identificazione di un luogo dove collocare in sicurezza tutti i reperti della città magno greca”. Benissimo. Nulla quaestio. Fatto anche questo. Il Comune di Crotone ha inviato alla Prefettura, ben due mesi fa, la bozza di protocollo per la legalità e, il tavolo tecnico, sempre in accordo tra Regione, Comune e Ministero, ha individuato la scuola di San Francesco, al posto dell’ex Ciapi, come il luogo in cui collocare in sicurezza tutti i reperti.

D’altra parte, dopo due anni di discussione e confronto, e di continui andirivieni tra Crotone e Catanzaro, nessuno può sostenere, se non bluffando, e magari chissà per quale ragione, che non sia stata svolta ogni scrupolosa attività di approfondimento e di merito e di opportuna concertazione tra i soggetti coinvolti.

Siamo certi che, da questo momento in poi, chiunque abbia un briciolo di senso di responsabilità ed un granello di amore verso questo territorio agirà affinché l’iter dell’Antica Kroton venga facilitato, non ostacolato e nemmeno rallentato. 

Così come siamo convinti che un progetto come l’Antica Kroton, per l’importanza strategica e culturale di cui beneficerà non solo l’intero territorio crotonese e regionale, così come evidenziato dalla on. Bianchi, ma che ha, invece, respiro nazionale ed europeo, necessiti di essere ancora di più ampliato, magari con finanziamenti ministeriali che il Ministero e il Sottosegretario non farà di certo mancare.

Ugo Pugliese

Sindaco di Crotone

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