Usiamo un luogo comune. E che sarà mai, per una volta che lo facciamo.

Non siamo mica tutti arroganti e presuntuosi scienziati e tuttologi. Brutta razza quella.

Ma, il dado è tratto.

L’anno appena trascorso, amministrativamente parlando infatti, è stato quello in cui si sono gettate, progettualmente e strategicamente, le basi per un poderoso processo di rilancio della città di Crotone. 

Tante infatti le opportunità che sono state lavorate, e che ora possono finalmente trasformarsi in realtà e concrete occasione di sviluppo. 

Opportunità, tradotte in azioni, che non aspettano altro che partire, certificate dagli atti e dai fatti.

Si è avviata una nuova e produttiva fase insomma, alla quale dovrà seguire una convinta, responsabile e attiva partecipazione dei cittadini. 

Perché senza di loro non si potrà andare da nessuna parte.

E a prevalere, in tale direzione, dovranno necessariamente essere gli uomini di buona volontà, su quelli che invece sì sono sempre adoperati, e continuano a farlo, solo per ostacolare ogni processo di crescita. 

Della serie: si stava meglio quando si stava peggio.

Meglio però, stavano solo loro.

“Poveri” orfani di un vecchio e proficuo sistema, dal quale hanno preso tutto quello che c’era da prendere, e pretendendo che tutto rimanesse tale.

Sono quelli che allattavano ingordi alle turgide mammelle della Provincia e del Comune. 

Ai tempi della “trippa pe gatti”, e sempre i soliti poi.

“Nani” e p


arassiti senza né arte e né parte della peggiore specie, che oggi, dopo aver causato alla società più danni della peste, utilizzano la loro evidente pochezza morale e professionale per sputare veleno e sentenze, contro tutto e tutti.

Per arrivare dove poi, non si sa.

Visto e considerato che Crotone ed i crotonesi stanno ripartendo, loro invece, sono già arrivati al capolinea.

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