Due settimane potrebbero essere tante, ma anche molto poche per decidere, determinare e determinarsi.

Per promettere e promettersi un futuro, magari alla Camera dei Deputati, il 23 marzo, giorno prestabilito per la prima seduta del nuovo Governo dopo le ormai prossime elezioni politiche, in programma il 4 marzo.

E mai come oggi, in un importantissimo e delicato momento storico e politico, come quello che Crotone ha avviato e sta vivendo, convergere sul candidato giusto, un campione, e non un brocco tanto per capirci, è prerogativa principale ed imprescindibile.

La scelta di un candidato quotato, gradito ai più, che possieda tutti i requisiti necessari per poter degnamente rappresentare i cittadini crotonesi, è operazione che diviene quindi fondamentale.

Chicchessia o la qualunque infatti non servirebbero a niente ed a nessuno, cosi come le ostinate, inutili e penalizzanti prese di posizione di una parte di Pd perennemente in controtendenza, che non fa altro che aumentare incertezza ed indecisione, solo ed esclusivamente a discapito del futuro di Crotone e del suo territorio.

Un Pd, quello crotonese, ancora piuttosto disomogeneo, fragile ed in continuo conflitto con se stesso.

E cosi, mentre addirittura il centrodestra si starebbe “magicamente” ricompattando intorno al “vecchio cuoco”, in nome della gloria e della grande voglia di tornare al governo a tutti i costi, a Crotone invece questo “cieco” Pd preferisce la “guerra degli orti”, piuttosto che stringere una redditizia e comoda amicizia con il vicino di casa…

Dove sono finiti i tradizionali e generosi uomini di partito di sinistra, i democratici popolari e cattolici per eccellenza, sempre pronti al dialogo, al confronto, in nome di una sana e libera competizione?

Il tempo insomma sta per scadere, e tutte le riserve dovranno necessariamente essere sciolte. 

Il più in fretta possibile.

Crotone infatti, fra importanti risorse già stanziate e ambiziosi progetti già cantierabili, non può più permettersi fra l’altro, parlamentari “fantasmi”, non all’altezza del ruolo e della grande responsabilità, che dovrebbero invece sposare come unica e delicata missione dell’intera legislatura.

Il 4 marzo è vicinissimo, e bisogna farsi trovare pronti, perché le vittorie, anche le più difficili ed insperate, si costruiscono e si vincono sul campo, e non chiusi al buio nelle solite e stanche stanze, autodistruggendosi, e consegnando le chiavi della città a chi, fra “vecchio” e “nuovo” che avanza, non aspetta altro che tornare a piantare le tende nei palazzi di governo.

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