“The end”, oppure “The never ending story”?.

In entrambi i casi, comunque, quella che stiamo vivendo, o che forse stiamo nostro malgrado subendo, è una contorta e paradossale situazione che, molto difficilmente vedrà un epilogo positivo in tempi relativamente brevi.

Cioè, un’aeroporto “aperto” ma “chiuso” allo stesso tempo, molto probabilmente, non si era mai visto in nessun’altra parte del mondo.
Un altro poco, indotto ed invidiabile record in negativo, che dovrebbe indurre tutti, indistintamente, a un’attenta e profonda riflessione.
Su quanto è stato, ma soprattutto su quanto dovrà e potrà essere in futuro.
Semmai.

Si perché d’ora in poi la vicenda aeroporto, richiederà necessariamente la presenza attiva e l’impegno costante di tutte le parti interessate, e non soltanto del Comune di Crotone, affinché una seria e concreta fase di confronto fra Sacal, Regione e Ministero venga avviata il più presto possibile, al fine di individuare la definitiva soluzione. 

E ribadiamo soluzione, e non la solita toppa riparatrice, che arrivi a compimento attraverso un piano ed un progetto affidabili, in grado di far riprendere stabilmente i voli dall’aeroporto di Crotone.

Possibilmente, rendendo lo scalo crotonese, molto più appetibile di quanto non lo sia già, progettualmente e strategicamente, in modo tale da attrarre in primis, l’attenzione di una compagnia aerea degna di questo nome.
Ryanair?

Il Comune di Crotone, in tale direzione, è già pronto e determinato a fare il suo, anche in termini squisitamente economici, in attesa e con la viva speranza che il tempo delle chiacchiere e delle false moine sia finalmente finito.

(foto Pipita)

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