Che bella parola che è legalità.

Quante volte, impavidi e fieri, ci siamo riempiti la bocca, evocandola ed invocandola quale necessario rimedio a tutti i mali che affliggono la nostra cara Crotone?

Tante, troppe volte. 

Quasi come se la legalità, rara virtù, forse più chiacchierata che poi messa realmente in pratica, fosse l’alibi perfetto per il cittadino imperfetto…

Come dire, ben vengano le regole, le ordinanze, il rispetto delle leggi e la coscienza civica del buon cittadino, a patto che queste però, non mi investano personalmente.

Insomma, si alla legalità, ma in casa degli altri…

Non sia mai che poi ci tocca buttare la spazzatura di sera, raccogliere gli escrementi del nostro cane, pagare il suolo pubblico, possedere una regolare licenza commerciale con tutte le autorizzazioni, non abbandonare di tutto e ovunque, non gettare più le cicche e non sputare per terra, o addirittura non allacciarsi abusivamente alla rete elettrica o a quella idrica…

Ma che stiamo scherzando?

Perché per parlare parliamo, anzi sparliamo, per lamentarci ci lamentiamo, eccome se ci lamentiamo, per puntare il dito su questo o quello lo puntiamo, dimenticando troppo facilmente però che “gli altri”, cioè i malcapitati sui quali quotidianamente “vomitiamo” schifezze verbali di ogni tipo, siamo noi…

E allora, dopo esserci fantasticamente accorti che i cartoni non vanno buttati ad minchiam, che non dobbiamo parcheggiare in doppia o terza fila, e che è assolutamente vietato ambulare economicamente per strada a danno di chi per commerciare paga le tasse, tutti a “socializzare”, si fa per dire ovviamente, davanti ai nostri computer, erigendoci ad incazzati, improbabili e poco credibili paladini della giustizia tanto per…

Cioè, attaccare e distruggere a prescindere. Perché ciò che è giusto è sbagliato, e ciò che è sbagliato è giusto.

Della serie: autolesionisti per vocazione con l’hobby della legalità.

E gridiamo allo scandalo per i voli che ancora non decollano, anche se poi non voliamo quasi

 mai…

Tranne Batman naturalmente!

P.S. Ogni eventuale misfatto civico da noi presunto, è ovviamente da attribuire a chi lo ha effettivamente commesso.

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