“Sono sempre stato sereno, ma non nascondo di essere molto più contento ora…”.

Cosi Rori De Luca, al secolo Salvatore, oggi finalmente, riconosciuto assessore comunale all’Urbanistica del Comune di Crotone.

Si è conclusa il 9 gennaio (2018), o almeno cosi sembra, dopo quasi sei mesi dalla nomina, la “vexata quaestio” della compatibilità (oggi non più in-compatibilità) dell’assessore comunale più chiacchierato d’Italia, Rori De Luca.

Per mesi, in particolare quelli estivi (notoriamente meno denso di fatti di rilievo per la cronaca politica e molto di più di voci e rumors da tabloid scandalistico), si sono susseguite e a volte inseguite, notizie ricche di spessore giuridico e cultura legale sulla sicura incompatibilità dell’avvocato De Luca con la carica di assessore all’urbanistica del Comune di Crotone.

Alcune “cause” addirittura, si sono celebrate dappertutto, fuorché nei luoghi più consoni e preposti.

E molti hanno cosi nutrito le fila dei detrattori, intenti a salvaguardare la legalità nella struttura di governo del Sindaco Pugliese.

Che ha dovuto (o quantomeno voluto) ascoltare l’opinione del suo Ufficio Legale, severamente a sfavore della nomina.

E anche del suo Segretario Comunale, addirittura giunte a interessare principi giuridici di tutela delle funzioni operative della Giunta (qualcuno ricorda la “postilla” del Dott. Rosaspina alle decisioni dell’organico di governo Crotonese).

E poi avvocati (gli stessi delle cause in corso), ex politici (gli stessi delle cause in corso), e qualche giornalista.

Insomma, un “caso” cittadino, che i paladini della legalità hanno infine portato dinanzi al suo Giudice deputato, ricorrendo al Tribunale di Crotone con il loro avvocato (lo stesso della cause in corso).

Moralizzazione, difesa delle regole e fiducia nella magistratura.

Tutto molto nobile.

Giacché ha consentito che la decisione di qualche giorno fa assuma il senso della definitività e della certezza. 

In fatto e in diritto per dirla con gli appassionati del genere.

Il Tribunale di Crotone ha deciso collegialmente, e con il parere preventivo e coerente del Procuratore della Repubblica che De Luca non è mai stato incompatibile.

Così da quando, con i suoi atti di segno univoco ha manifestato la sostanziale intenzione di rinunciare ai diritti ed agli atti della causa da anni in corso con il Comune; della cui esistenza e natura lui stesso aveva immediatamente dichiarato l’esistenza al momento di accettare la nomina ricevuta.

Si legge anche nella sentenza, che di tutto questo vi era già un accertamento autorevole e dirimente, fatto mesi prima dalla Prefettura di Crotone, che aveva già escluso l’incompatibilità di De Luca rispondendo ad una interrogazione del Sindaco.

Ma a Crotone, si sa, non è mai finita finché non è finita.

Nel frattempo però, com’è giusto che sia, l’assessore De Luca non si ferma.

Non lo ha mai fatto del resto.

PSC (già in corsa e accelerazione piena), Antica Kroton (da chiudere a breve e integrare con il PSC), chiusura del rapporto compensativo con ENI (primo atto incasso IMU per 15mln grazie all’assessore Proto), e infine infrastrutture (aeroporto in testa).

E questo è quanto, per ora.

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