Votare o non votare?

E se si è deciso di andare ad esercitare il sacrosanto diritto ad esprimere la propria libera preferenza, a chi concedere fiducia e consenso?

Domanda da un milione di euro, in tempi cosi incerti, confusi e scarsamente confortanti.

Se non fosse però che noi comuni mortali, una cifra cosi non l’abbiamo mai vista…

E il problema al momento resta.

Ci hanno detto, ci dicono e ci diranno: il voto è un grande atto di libertà e di democrazia, e bisogna esercitarlo.

Perché è solo andando a votare che puoi sperare di cambiare le cose.

Niente di più vero si, ma nella normalità. 

Soprattutto perché speranza, non significa assolutamente certezza.

Succede spesso infatti che le speranze dateci “in pasto” nel sorridente periodo pre-elezioni, sono poi puntualmente disattese, e quindi rimangono tali. 

Cambiano le facce, si alternano i Governi, simboli e slogan, ma il partito del malcontento, dopo, chissà perché, è sempre quello più numeroso e chiassoso.

Diciamo anche incazzato.

Le ipotesi sono due e non ci piove: o non abbiamo ancora “imparato” bene a votare, (le lezioni nella vita non sono mai abbastanza), oppure chi ha il privilegio e l’onore di rappresentarci, non si dimostra quasi mai all’altezza del ruolo e delle aspettative del popolo.

Di conseguenza, ingoiate e smaltite le tossine delle elezioni precedenti, puntualmente, la musica ricomincia e la ruota “della fortuna” a girare… 

E allora, anche senza scrupoli e ritegno alcuni, alti, bassi, belli e brutti, bianchi, rossi, verdoni, di lega o alle stelle votati, eccoli baldanzosi e fieri, andare riaprire i preziosi ed impolverati bauli delle meraviglie…

All’interno, tutto l’occorrente per la solita, vecchia e redditizia (in termini di consensi) campagna elettorale: leggi ormai dimenticate, nuove proposte, programmi al limite dell’inverosimile, e soprattutto le fantastiche e mirabilanti promesse…

Antiche come il mondo ma che, nonostante i tempi che cambiano, conservano ancora intatte il loro fascino.

Belle, affascinanti, illusorie ma anche “pericolose”, le promesse dei vecchi e nuovi aspiranti governanti, purtroppo, sono borderline, cioè a metà strada fra la cazzata vera e propria ed una mezza verità.

Non un contratto scritto dunque, neanche un patto d’onore, ma una sirena ammaliatrice, “assoldata” per l’occasione, che ti spinge verso di lei, cosi, naturalmente, e spesso anche inspiegabilmente.

Dopo di che, passata la festa gabbato il Santo…

Con le promesse che svaniscono più in fretta di come si erano “materializzate”, in quel grande ed artificiale contenitore di bugie legali e fregature seriali, chiamato promessometro, solitamente manovrato da chi idee, programmi e strategie politiche che guardano soltanto alla gente ed alle loro esigenze e problemi, non ne sa proprio nulla.

Votate gente, votate.

Ma se lo farete, guardatevi bene intorno. Siate scaltri, attenti, esigenti e selettivi.

L’assoluto ed inconsistente vuoto di politici di razza, nuoce gravemente alla “salute” ed al futuro del territorio.

Seguire quindi le avvertenze consegnate dalle prossime liste, e le eventuali modalità d’uso della scheda elettorale.

Semmai.

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