Raccontando, per non dimenticare…


Una data storica e molto importante quella di oggi, che viene celebrata anche e soprattutto ad Assisi dove molti ebrei, circa una quarantina, furono insolitamente salvati da morte certa.

Durante la persecuzione nazista vennero infatti nascosti dai cittadini, dai frati e dalle suore della città di San Francesco. 

Dal podestà Fortini che non informò le SS della presenza degli ebrei, al farmacista che faceva consegnare da un bambino le medicine per le famiglie nascoste in Basilica. 

Da don Aldo Brunacci che, con l’aiuto di alcuni cittadini, cambiò addirittura i nomi ai bambini per farli partecipare alle lezioni scolastiche, ai frati che nascondevano gli ebrei nel convento.



Gesti di grande amore,  di solidarietà e di salvezza, che furono possibili anche dal fatto che Assisi era stata dichiarata città ospedaliera grazie all’intervento del Ministro Generale e dei frati minori conventuali di allora. 


A gruppi di quattro o di sei, gli ebrei venivano portati in gran segreto sul campanile della Basilica Superiore di San Francesco, e nessuno era informato di quanto stava accadendo ad Assisi, dove il rimbombare del campanile, aveva il dolce e umano suono di salvezza, di protezione, di libertà. 

Anche il custode del Convento era all’oscuro di tutto ciò, e alcuni frati intanto, avevano notato che c’era sempre meno cibo a mensa, ma nulla però li lasciava pensare che molti ebrei erano “ospitati” proprio li, sopra le loro teste, nel loro convento. 

E solo dopo un pò di tempo seppero che metà del loro pasto andava alle famiglie ebree nascoste nel campanile. 

Di sera poi, uno dei frati, Padre Reali, suonava l’organo, proprio per permettere ai perseguitati di uscire per qualche momento dal campanile a fare ginnastica nella navata centrale della Basilica Superiore, senza essere scoperti dai nazisti.



Nel 43 però, le SS iniziarono a sospettare della presenza di partigiani ed ebrei in convento, e fecero quindi irruzione con circa 200 militari, circondando l’intera Basilica. 

I frati vennero radunati nel chiostro con i propri documenti, e le SS iniziarono a perquisire dappertutto: camere, cucine e cappelle. 

Fortunatamente gli ebrei erano stati avvertiti in tempo, e riuscirono cosi a scappare nel bosco di San Francesco, e all’interno di una struttura delle suore trovarono abiti civili che permisero loro di tornare ad essere come tutti gli altri.

Non Ebrei.

E fu solo grazie ad un frate tedesco, che spiegò agli ufficiali che gli abiti erano dei contadini che curavano l’orto dei francescani, solo grazie al suo coraggioso intervento, che le suore, accusate di aver aiutato quelle povere famiglie di perseguitati, furono poi liberate. 

“The answer my friend, is blowin’ in the wind, the answer is blowin’ in the wind…”.

La risposta amico mio soffia nel vento, la risposta soffia nel vento…

Bob Dylan


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