Riceviamo e pubblichiamo          

RELAZIONE POLITICA SEGRETARIO | GINO MURGI

ASSEMBLEA PROVINCIALE PD | DEL 9 APRILE 2018

Buonasera e grazie a tutti per essere presenti a questo importante appuntamento in un momento delicato per la vita del nostro Partito.

Ma consentitemi, in premessa, di esprimere un forte ringraziamento a tutti quanti voi, ai Segretari di Circolo, ai Sindaci ed a tutti gli iscritti al Partito Democratico, per la passione e l’impegno profuso nella difficilissima campagna elettorale del 4 Marzo. Grazie davvero! Questo Partito non vive solo di strategie, ma la sua vera anima è alimentata dall’affetto di migliaia di volontari che dimostrano, con il loro impegno quotidiano, di tenere alla  nostra comunità più di quanto delle volte si immagini.

Le cause della sconfitta non possono essere ricercate in singole realtà ma vanno cercate in una più generale visione degli eventi che hanno coinvolto realtà come l’Inghilterra (uscita dalla brexit), elezioni in Francia con Macròn, Trump negli Stati Uniti, la fiducia del sindacato che scende dal 75% al 13%. Il 71% degli elettori si orientava verso valori cattolici, oggi solo il13% di questi. Tutto questo ci fa pensare che il voto del 4 Marzo è stato un voto anti sistema, contro quei partiti che avevano già governato, in maniera particolare lo è stato nei nostri confronti. Non sono bastate le tante azioni intraprese dal governo Renzi e Gentiloni , dalla regione, a fermare il desiderio forte e la voglia di cambiamento che gli elettori italiani hanno espresso con il loro voto. Probabilmente c’è stato un deficit di comunicazione, non siamo stati capaci di spiegarci bene. Non abbiamo avuto la capacità di capitalizzare il lavoro politico che è stato fatto. Rimane il fatto che la gente non ha condiviso il nostro pensiero e non ci ha votati. Le divisioni ci stanno portando a subire continue sconfitte. Io posso capire che le divisioni ci siano sui grandi problemi, nel vedere soluzioni diverse ma non su questioni personali che continuano a dilaniarci e a indebolirci. La diversità di idee è una ricchezza , per noi è tutto il contrario: diventa povertà e motivo di divisione. Manca la capacità di fare sintesi. Eppure diceva il grande scrittore e premio nobel George Bernard Shaw: “Se tu hai una mela, e io ho una mela, e ce le scambiamo, allora tu ed io abbiamo sempre una mela. Ma se tu hai una idea ed io ho una idea e ce le scambiamo, allora abbiamo entrambi due idee”. “Ogni volta che facciamo errori di questo genere è come firmare una cambiale in bianco agli elettori che puntualmente ci presentano il conto”. (Lettera ai Corinzi).

Il Partito Democratico in Provincia di Crotone, così come in Calabria e nel resto d’Italia ha subito, se preferiamo usare questo termine, una battuta d’arresto rispetto al risultato che forse si attendeva. E’ ovvio, e senza troppi giri di parole, che l’analisi di tale risultato rimane da approfondirla in questa assise, mettendo fine all’errore dell’io rispetto al noi. Dobbiamo, invece, invertire a 360° la rotta e cercare di portare, tutti insieme, il Partito dalla situazione in cui ci troviamo.

Forse il Partito non ha saputo finora, e lo ammetto io per prima, lottare per quei temi che riguardano il nostro territorio, scegliendo una via equilibrista e troppo rispettosa di organi ed organismi superiori che spesso hanno indotto il Partito ad un vero e proprio immobilismo. Troppo personalismo e divisione e meno collettività, basta! Non sono più disposto a sopportare una visione di Partito che non guardi alle priorità del territorio e dei gruppi dirigenti locali. L’inversione di tendenza, per quanto mi riguarda, passa da qui!

In queste settimane, post voto ma intense, mi avete reso consapevole della necessità di un cambio di passo, da fare con l’aiuto di tutti voi che siete la nostra insostituibile comunità.

C’è bisogno di tutti! Oggi più di ieri, ma soprattutto c’è la necessità di ridisegnare un modello di Partito, di alleanze e di dialogo con la società. E qui sta la vera grande novità di questo nostra assemblea, di cui alcuni ne parlano male ma che io vedo una prima tappa utile e fiduciosa di un cammino lungo, faticoso, ma fiducioso per il senso di responsabilità al quale ognuno di noi è chiamato.

Come dicevo prima, dobbiamo lavorare ad un partito che abbia la capacità di ricercare l’unità nella pluralità, che sappia parlare il linguaggio della verità e della chiarezza. Non dobbiamo avere paura di confrontarci. Siamo portatori di grandi valori che nel tempo, chi ci ha preceduto ci ha lasciato in eredità. Abbiamo il dovere di condividerli con gli altri. Dobbiamo ritornare a stare in mezzo alla gente, a parlare con la gente, riscoprendo il valore dell’ascolto. Solo così saremo in grado di capire la realtà in cui viviamo. Senza arroganza e senza presunzione ma con lo spirito di chi si mette a servizio di un progetto importante per il paese. Don Sturzo diceva: “il partito raccoglie, le istituzioni trovano le soluzioni”. Il partito, dunque, ha il dovere di accompagnare l’attività degli enti locali, in modo particolare della Regione Calabria. La parola chiave è, dunque, sinergia. Sinergia fra territorio e istituzioni.

E’ arrivato il momento di dimenticare ogni elemento causa di personalismi ed egoismi laceranti degli ultimi anni.

Nel Novembre scorso siamo riusciti a raggiungere l’obiettivo di un Congresso Unitario costruito dal basso, fatto con un paziente lavoro, anzitutto di ascolto, ma la vera unità se vogliamo comincia oggi, nella pratica quotidiana della nostra attività. È su questo che dovremo misurarci ed è su questo che vi chiedo un impegno. In un momento in cui la base è libera e lontana da ogni competizione, ed ha come unico interesse la Ricostruzione.

Dovremo essere capaci di valorizzare ogni competenza all’interno del Partito Democratico, di risolvere le fisiologiche frizioni parlandoci e confrontandoci apertamente dove serve, con l’obiettivo chiaro di essere uniti quando andremo a parlare fuori dalle nostre stanze. Perché – lo penso con forza – è questo di cui abbiamo bisogno.

Ho avuto modo di ascoltare, in molte assemblee e non per ultima l’assemblea di sabato a Lamezia. E quello che più ho avvertito è la richiesta di rinnovamento di modi, di metodi, di selezione di gruppi dirigenti, ma soprattutto la necessità che il PD punti su temi difficili che il territorio soffre quotidianamente. E soprattutto tornare a pensare di essere il Partito dei più deboli, perché altrimenti nella nostra vita politica ci saranno altri 4 Marzo.

Momenti come oggi, d’ora in avanti, dovranno rappresentare necessariamente delle occasioni importanti e vitali per il nostro partito: trasformiamoli in momenti di vera celebrazione della politica attraverso il dialogo e il confronto, e ancor più una finestra all’interno della quale costruire insieme l’indirizzo dell’azione politica dei dirigenti e degli amministratori, contribuendo così a (ri)definire la nostra identità. Senza dubbio abbiamo vissuto una stagione politicamente complessa, all’interno e al di fuori del partito, al punto che le nostre difficoltà si sono inevitabilmente riversate anche sull’operato dei Governi che guidiamo, divenuti meno efficaci rispetto alle potenzialità che possiamo e sappiamo esprimere. In questo percorso avremo bisogno di una collaborazione reciproca, che troppe volte è mancata.

E’ necessario che la politica torni a ruotare attorno a temi quale il lavoro e l’uguaglianza sociale perché lo richiede la gente e lo impone il momento di crisi che viviamo, restituendo d’altra parte centralità a questioni fondamentali per il nostro territorio quali l’agricoltura, le infrastrutture, l’ambiente e il turismo.

Mettiamo da parte le correnti, ognuno di noi, e facciamo una discussione profonda all’interno del partito, ripeto, partendo da questo momento.

Il risultato dell’ultimo anno per il nostro Partito è stato difficile, ma va analizzato nel contesto, perché il successo dei populismi non riguarda solo il PD e l’Italia. Però non dobbiamo sottovalutare i segnali che si percepiscono, compresa quella frattura sociale che non è stata ancora intercettata dal Pd ad ogni livello. Frattura che non si risolve solo con pratiche di buon Governo, c’è bisogno di un Partito che riprenda la Politica dei Territori nel pieno delle proprie funzioni e nel pieno della propria autonomia.

Lo ripeto, siamo tutti chiamati all’unità. Una unità vera e sostanziale.

Sposiamo insieme l’dea che il nostro Partito non debba più lasciarsi affascinare da singoli protagonisti, ma che si confronterà con comunità, movimenti e partiti che hanno a cuore, come noi, gli interessi del territorio anziché i propri.

La nuova stagione del PD, pur consapevole delle difficoltà registrate in questi mesi, dovrà vedere tutti sempre più impegnati a coinvolgere la Regione Calabria, con la quale costantemente e quotidianamente siamo impegnati in una nuova stagione politica a di normalizzazione della nostra regione. Il tutto utile per la risoluzione di una serie di problematiche, storiche, che insieme ci devono vedere a fianco dei cittadini di questo territorio. La missione di un grande partito popolare come il nostro è quella di rilanciare le cose buone fatte dal governo regionale, che oggi rimane l’unico luogo ancora a noi disponibile per la risoluzione delle problematiche da noi poste. Numerosi sono gli interventi, infatti, già programmati dalla Regione Calabria verso il crotonese. Per questo motivo, lo ribadisco per l’ennesima volta, e non per altro, abbiamo ritenuto necessario avviare un accordo di responsabilità istituzionale sulla Provincia di Crotone. Non per giustificarmi, ma per dovere di chiarezza, ricordo a me stesso ed a voi tutti che l’oggetto di discussione tanto in voga negli ultimi giorni, e cioè l’incontro avvenuto con il Sindaco della città capoluogo e i DemoKratici è avvenuto alla luce del sole, e senza caminetti ai quali eravamo spesso abituati. Lo ripeto! Non esiste nessun accordo con i Demokratici, anche perché un cambio di rotta del genere spetterebbe alla Direzione Provinciale. La decisione di sostenere la candidatura del Sindaco della città Capoluogo è nata, ascoltati i Sindaci ed i Consigliere Comunali, da un forte senso di responsabilità che il PD deve necessariamente avere nei confronti della Provincia in quanto molte cose sono in cantiere da parte della Regione Calabria, da noi governata ripeto, che riguardano l’ente intermedio. Ente che per risolvere i suoi numerosi problemi ha bisogno della massima condivisione sui temi che riguardano tutti: la viabilità, le infrastrutture, l’edilizia scolastica e non per ultimo il personale. Quindi ribadisco ancora una volta che è stato un atto di responsabilità istituzionale, la stessa avuta dai Sindaci al momento del voto sul Bilancio che ha salvato l’ente dopo tutto quello che era successo. E’ stato, per queste ragioni, per noi doveroso rispondere all’appello del Sindaco esteso a tutte le forze politiche. Tutto qua! E per ulteriore senso di chiarezza in modo da non tornare più su questo argomento, nonché di richiamo a quel rispetto delle regole da tutti proclamato, è senza dubbio che d’ora in poi anche l’azione dei consiglieri comunali di Crotone dovrà essere responsabile e conseguenziale alle scelte del Partito. Non più scelte personali, dunque, ma concordate con il Partito cittadino e quello Provinciale. Per dare a Crotone il giusto peso che merita, in quanto città capoluogo e di notevoli dimensioni.

E’ chiaro a tutti, penso, che il 4 Marzo abbia consegnato una nuova sfida a tutto il centrosinistra; non solo sulle politiche da portare avanti, ma anche di aperture verso la società civile in modo da ridisegnare un nuovo modello di Partito e di centrosinistra. A mio avviso, prima di parlare di alleanze provinciali, c’è bisogno che il Partito regionale guidi un nuovo processo di alleanze anche in vista della prossima sfida regionale. Ovviamente ritengo necessario che i livelli territoriali vengano tenuti maggiormente in considerazione nelle scelte che saremo chiamati a fare. E mi auguro che questo coinvolgimento avvenga già in queste ore, come annunciato dal Presidente Oliverio stesso, nella composizione della nuova squadra di Governo regionale.

Le sfide che ci aspettano, sia sul piano nazionale che locale, vedranno il partito impegnato in una campagna di mobilitazione continua e costante per i prossimi mesi dell’anno. La Federazione di Crotone, pertanto, attiverà un confronto con tutte le forze del territorio: quelle economiche, sindacali, sociali ma anche politiche, perché dobbiamo porre il Partito Democratico come il perno dello sviluppo territoriale. Organizzeremo, da subito, una Conferenza programmatica del Crotonese che vedrà la presenza del Governo regionale.

Perché il Crotonese, come la Calabria e l’Italia, ha bisogno di un PD forte e autorevole, competente e attento, sensibile e inclusivo. Un Pd che sappia valorizzare, in modo puntuale, le tantissime esperienze amministrative di centro-sinistra che quotidianamente si vanno svolgendo in modo esemplare nei nostri comuni. Che sappia mettere in campo progetti, idee e proposte sulla qualità del presente e del futuro nel nostro territorio, in modo serio e con credibilità. Che sappia interloquire, nel modo giusto, con adeguata autorevolezza e intelligenza, con la filiera istituzionale sovra-territoriale. E che metta al centro il lavoro, il rispetto e la dignità dei lavoratori. Che sappia ascoltare le nuove generazioni, invitandole a riscoprire la passione, il gusto, la bellezza della politica e della partecipazione, perché solo così progetti e idee avranno la giusta forza per imporsi. Ma soprattutto è arrivato il momento di puntare alla valorizzazione di una classe dirigente giovane già in campo e competente. Siamo chiamati ad una prova di maturità della nostra classe dirigente. Serve un nuovo approccio per affrontare i grandi problemi ma anche cogliere le opportunità che si presentano.

Tutto questo e tanto altro lo faremo mettendo in campo la passione di sempre, l’amore per la militanza partitica, e privilegiando sempre l’ascolto ed il coinvolgimento dei cittadini, dei militanti e di chi vorrà in maniera costruttiva condividere con noi questo cammino. Non possiamo aspettare che qualcuno al posto nostro affronti e risolvi i problemi della nostra società: c’è da rimboccarsi le maniche. Favorire il ricambio generazionale. E andare Avanti. Insieme. Sono sicuro che quella che ci aspetta sarà una esaltante ed entusiasmante avventura, ricca di soddisfazioni. Una stagione di rilancio per il nostro crotonese ed il nostro paese.

Ogni sconfitta brucia, quella del 4 Marzo maggiormente perché consegna a tutti un nuovo modo di fare Politica e di rappresentanza territoriale. Il risultato del Partito Democratico è stato deludente, senza mezzi termini, ma non possiamo disperdere l’importante patrimonio che abbiamo a disposizione, ne tanto meno abbandonare le cose buone fatte in questi anni di buon Governo. C’è bisogno di una reazione immediata e di una squadra pronta a reagire, ecco perché annuncio all’assemblea che in questa settimana comunicherò i nomi della Segreteria Provinciale, sperando che facciano altrettanto i singoli circoli ad iniziare dal circolo della città capoluogo. E dalla prossima settimana inizieremo una campagna di ascolto comune per comune con assemblee pubbliche.

Affinché sia chiaro a tutti il nuovo corso del Partito Democratico. Chi proverà a rallentare questo processo non troverà in me un amico, anche perché vorrà dire che non ha capito quello che il 4 Marzo i cittadini hanno chiaramente espresso.

…. Ed allora, cari amici e compagni, avanti insieme!

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