Riceviamo e pubblichiamo 

Numeri molto importanti quelli resi noti questa mattina dall’assessore alle Politiche Sociali Alessia Romano, durante la conferenza stampa sul REI.

“Quest’incontro è molto importante poiché parliamo del REI, cioè di Reddito d’Inclusione.

Il Reddito d’Inclusione è una linea predisposta dal Governo, di contrasto alla povertà, e prevede sia un sostegno economico, che percorsi d’inclusione attiva, interventi, cioè, che puntano a dare una reale autonomia alle famiglie bisognose.

Infatti, il solo sostegno economico non è sufficiente, anzi, può generare le cosiddette “Trappole della Povertà” ed essere dannoso. Le trappole della Povertà sono tutti quegli interventi che invece di generare “autonomia” fanno solo sterile assistenzialismo.

Quindi, è importante agire sulle cause della povertà, con una progettazione personalizzata, su misura, che individui i bisogni delle famiglie con interventi mirati che accompagnino le stesse verso l’autonomia.

ll REI si sviluppa sotto la regia dei Servizi Sociali, nella logica della rete integrata dei servizi socio-assistenziali, forniti da: Comune, INPS, Asp, Scuola, Centro per l’impiego, Terzo Settore e Parti sociali; tutti quei soggetti, quindi, che si fanno carico dei cittadini più fragili.

Il Reddito d’Inclusione, quindi, non è un beneficio economico assistenziale, passivo, ma una concreta opportunità di riscatto per i beneficiari.

Alle risorse ottenute per il REI, infatti, si sommano 2.771.000,00 euro, ottenuti in virtù del finanziamento del progetto di sostegno del Reddito d’Inclusione, realizzato dall’assessorato.

Grazie a questo progetto, le famiglie beneficeranno di percorsi personalizzati, che il Comune progetterà mediante un equipe specializzata, composta da: assistenti sociali, educatori, psicologi, ect…

Questa equipe ci consentirà di entrare nelle famiglie, comprenderne le reali necessità, individuare le carenze e le problematiche al fine di ideare i migliori percorsi.

Il progetto è un patto tra il Comune e le Famiglie bisognose ed è costituito da 4 elementi:

  1. Gli obiettivi;

  2. I risultati attesi;

  3. Il sostegno economico e la formazione;

  4. Gli impegni assunti dal nucleo familiare.

Quest’ultimo aspetto, l’impegno delle Famiglie, è un aspetto fondamentale. Infatti, il nucleo familiare, insieme al Comune, condivide un percorso finalizzato all’inclusione lavorativa e sociale, percorso che si impegnano a seguire, per evitare l’inaccettabile trasmissione intergenerazionale della povertà.


Abbiamo la responsabilità di evitare che il figlio del povero sia condannato ad essere povero. Dobbiamo dare ai bambini ed alle loro famiglie una possibilità di riscatto. Per questo assumono un ruolo centrale nella progettazione i bisogni dei figli.

Un bisogno reale, ma spesso poco evidente è quello della dispersione scolastica. Capita, per esempio, che siano i genitori stessi a non percepire l’importanza della scuola. I nostri operatori, rilevato il problema, sensibilizzeranno i genitori circa l’importanza dell’istruzione ed interverranno sui figli con attività formative e di doposcuola.

Un esempio concreto di inclusione sociale, invece, sono i tirocini previsti in favore di 160 nuclei familiari che costituiranno tanto un aiuto economico, quanto un’occasione formativa per imparare un mestiere.

Un altro problema che potrebbe riscontrarsi all’interno delle famiglie è l’incapacità ad usare i mezzi informatici, quella che gli intellettuali, i ben pensanti, chiamano “digital divide” ma che noi molto più umilmente e praticamente chiamiamo “barriera digitale” che al giorno d’oggi rende difficile trovare un lavoro o addirittura di fare una semplice prenotazione di un viaggio o di una visita specialistica online, a chi non è in grado di usare il computer.

Questi semplici esempi rendono l’idea di quanto articolato e complesso sia il bisogno delle famiglie.

Purtroppo la povertà, al giorno d’oggi, è una malattia e come ogni malattia per essere curata bisogna conoscerne a fondo le cause, altrimenti si rischia semplicemente di applicare terapie inutili, se non dannose.

Grazie a questo strumento, l’Amministrazione Pugliese, sta aiutando oltre 1.000 famiglie e facendoci due calcoli migliaia di persone.

Tutto questo, i contributi economici, i percorsi personalizzati, l’equipe specializzata, l’accesso al finanziamento… Non è automatico. E’ il frutto del lavoro fin qui svolto dall’Assessorato alle Politiche Sociali con il contributo del Terzo Settore con il quale si è creato un circolo virtuoso e non vizioso come spesso accade”.

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