Riceviamo e pubblichiamo

Tanta fretta a costo di sacrificare la democrazia e le regole della partecipazione

Questa amministrazione, dopo un torpore durato quasi due anni, si sveglia repentinamente e nell’arco di 11gg.  definisce le nuove linee d’indirizzo strategico dello schema del Piano Strutturale, con delibera di G.C. n 41 del 15 febbraio, ed approva con delibera del C.C. n 9 del  26 febbraio 2018 il relativo Documento preliminare del Piano stesso.  

La velocità con cui è stata eseguita la procedura ha di fatto cassato ogni discussione politica sul futuro assetto e governo del territorio ed ha  escluso completamente dalla concertazione e dalla partecipazione gli enti  territoriali, gli ordini professionali, i cittadini e le associazioni. 

Il fascicolo della partecipazione, formalmente allegato al Documento Preliminare di Piano, ai sensi degli artt. 1, 11 della  L.U.R., risale al 2010 e non è stato mai aggiornato, benché si siano avvicendati tre amministrazioni e quattro diversi Consulenti di Piano. 

La tecnica di aggirare la fase della valutazione e del controllo, affidata per competenza  alle commissioni permanenti, è diventata prassi operativa; non ha fatto eccezione l’Agenda Urbana POR Calabria 14/20, che prevede finanziamenti europei per la città di Crotone pari a circa 17 milioni. L’amministrazione ha convocato gli enti territoriali  e le associazioni competenti solo dopo aver già definito lo schema degli interventi relativi alle misure stabilite dalla Regione. 

Il modus operandi descritto si ripete puntualmente ad ogni Consiglio Comunale, i cui punti all’ordine del giorno, quando si discutono nelle commissioni, vengono contingentati in tempi ristretti e trattati  sommariamente. Anche nel prossimo Consiglio Comunale del 21 maggio sono stati inseriti punti all’O.D.G, discussi nelle commissioni di pertinenza solo due giorni fa, tra cui l’attestazione di interesse pubblico  della ristrutturazione con cambio di destinazione d’uso della struttura alberghiera denominata “Green Village’’, sita lungo viale Magna Graecia, a casa riabilitativa “Madonna di Capocolonna” centro SLA-RSA. 

Non si comprende  perché questo intervento, che in linea di principio potrebbe rappresentare una risorsa per la città di Crotone, debba essere previsto in un’area che il PRG vigente destina, per la sua naturale vocazione paesaggistica, ad insediamenti turistici e residenziali. Il rischio concreto  è che si possa creare un precedente ad altre iniziative simili, compromettendo in modo significativo la specifica valenza strategica dell’ambito territoriale in questione. L’attestazione di “interesse pubblico”, di fatto, oltre ad esautorare dalle sue competenze di controllo ed indirizzo il Consiglio Comunale, non preclude la possibilità che  in futuro questa deroga possa essere utilizzata per ulteriori interventi edilizi ex novo nello stesso lotto. Alla luce di ciò, sarebbe opportuno  avere più tempo per valutare con ponderatezza i costi ed i benefici in termini sociali di un tale intervento.

Ci si chiede: “Perché insistere su questo sito, compromettendone la destinazione urbanistica, la circolazione dei residenti, quella dei turisti e dei crotonesi che si recano nei vari lidi lì ubicati?”.  Sarebbe opportuno scegliere un sito di facile accesso per gli utenti e gli operatori, esterno al centro cittadino, raggiungibile agevolmente anche dai flussi extraurbani, un sito tale che non intralci ulteriormente il traffico, che rappresenta già un problema considerevole per Crotone e, particolarmente, proprio per l’area urbana di riferimento.

Ilario Sorgiovanni – M5S Crotone

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