Alla fine, e c’era da immaginarselo, nel cosiddetto “rilancio”, della Giunta Pugliese (che prende il nome dal sindaco di questa amministrazione…), hanno vinto i numeri, e i voti, reali o presunti tali che, da qui a poco meno di un anno, potrebbero servire alla causa-obiettivo de La Prossima Crotone: le elezioni regionali del 2019.

Dunque, un diplomatico ed indolore “parcheggio” degli assessori uscenti, scelti nel mucchio quali vittime sacrificali, ma in tutta onestà senza responsabilità alcuna, e via libera al primo rimpasto (perché è cosi che si chiama), dell’era “Pugliese”, al quale nei prossimi mesi, molto verosimilmente, ne seguirà almeno un’altro.

Una sorta di ultima “scossa” di assestamento politica, prima del molto probabile “assalto” alla Regione. 

Con la benedizione del presidente Oliverio, e anche di parte del Pd crotonese, solo momentaneamente dissociato dagli ultimi eventi comunali. Perché “tutto può succedere”, e succederà…

Tornando al rapporto fra il decantato rilancio generale, per la cronaca ancora fermo al palo per via del blocco spesa della Corte dei Conti, che dovrebbe voler dire qualità, e la quantità, cioè i numeri portati in dote dai nuovi assessori, che molto più belli e rassicuranti di tutto il resto evidentemente, hanno opportunamente e logicamente prevalso.

Perché qualche manina in più alzata in Consiglio comunale, (vedi dissidenti ormai compiacenti, ma anche subentro delle consigliere Foresta e Oppido), servirà praticamente come il pane, mentre i consensi elettorali “recuperati” nella scientifica operazione rilancio, insieme al probabile “sacco” del Pd, consentirebbero alla candidata della coalizione, di presentarsi alle regionali con buone possibilità di essere eletta.

Riflessione finale: dando un’attenta occhiata al rimescolamento delle deleghe, come ed a chi sono state redistribuite, si intuisce anche chi potrebbero essere i “Prossimi” trombati di lusso. Almeno due.

Tutto ciò, registrando inoltre interrogativi incarichi “in house”, consumati fra la passiva assenza decisionale del sindaco, che prima minaccia fulmini e saette, e dopo invece, predicando più entusiasmo e dialogo, incassa di fatto la prima, personale sconfitta politica ed amministrativa del suo mandato.

Che potrebbe anche non essere l’ultima.

E la città? Aspetta. Come sempre.

È questa purtroppo la novità.

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