RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

«Al fine di assicurare il servizio e la sicurezza di operatori e pazienti, la direzione generale dell’Asp di Crotone ha l’obbligo di organizzare, attenendosi scrupolosamente a quanto prescritto dalla legge numero 161/2014, i turni e i riposi del personale del reparto ospedaliero di Chirurgia, che ora rischia di chiudere per la temporanea assenza di dirigenti medici».

Lo afferma, in una nota, il deputato M5s Francesco Sapia, della commissione Sanità, che aggiunge:

«Ancora una volta all’ospedale di Crotone si registra una grave e sintomatica anomalia. Nello specifico il regolamento aziendale in materia di orario di lavoro risale al 2010 e non è dunque adeguato alle norme vigenti in materia, entrate in vigore il 25 novembre 2015». «I vertici aziendali – prosegue il deputato – stanno cercando di scaricare le responsabilità del caso sul primario del reparto di Chirurgia, professor Giuseppe Brisinda, ignorando che tocca alla direzione generale modificare l’organizzazione del lavoro nelle unità operative al fine di rispettare le disposizioni di legge, nonché, alla bisogna, riformulare contestualmente gli obiettivi aziendali al fine di renderli raggiungibili alla luce delle norme in vigore». «Il direttore generale Sergio Arena – continua il parlamentare 5stelle Sapia – resta saldamente al suo posto perché il governatore Mario Oliverio e il commissario Massimo Scura continuano a omettere l’attivazione della procedura di decadenza prevista dalla legge per il mancato raggiungimento dell’equilibrio di bilancio aziendale. Il giudice del lavoro di Crotone ha dato ragione a Brisinda per ben due volte, ritenendone illegittima la sospensione dall’incarico. Ciononostante, a suo carico Arena ha disposto l’avvio di un nuovo procedimento disciplinare, peraltro già richiesto tramite legali da dirigenti medici dello stesso reparto di Chirurgia». «Tali fatti – conclude Sapia – portano a pensare che ci sia una volontà politica di indurre Brisinda a lasciare Crotone, forse proprio perché ha ridotto l’emigrazione sanitaria, triplicato il numero degli interventi e praticato una chirurgia complessa lì sconosciuta prima del suo arrivo”.

Il Movimento

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