Le foto pubblicate, e segnalateci da un attento cittadino, in quanto a dinamica e finalità dell’azione svolta, sembra proprio non lascino adito a perplessità o dubbi.

Nella prima foto, inequivocabile, si vede una donna con “telefonino in canna”, (molto probabilmente collegata col suo capo), impegnata nella realizzazione del testo apposto su dei cartelli bianchi, successivamente consegnati ai due ex lavoratori Akros, (seconda foto), che qualche giorno fa hanno rivendicato il loro diritto al lavoro, manifestando di fronte al portone del palazzo comunale.

Sin qui tutto normale, o quasi.

Si perché pare che la donna misteriosa, sia proprio una stretta collaboratrice della nostra deputata pentastellata, e che la protesta dei due ex Akros, ai quali sarebbe stato anche suggerito cosa riferire in pubblico, sia stata superficialmente e furbescamente “confezionata”.

In parole povere, molto “povere”, una discutibile e pseudo commedia politica di denuncia, preparata male e finita peggio.

È vero che spesso il fine giustifica i mezzi, ma “utilizzare” forse per i propri scopi propagandistici e di “assalto” al fortino comunale, due ex operai che in questo particolare momento di disagio e difficoltà non sanno a quale santo votarsi, ci sembra un freddo e goffo tentativo di disfare più che di fare, e soprattutto di apparire ciò che in realtà non si è.

Semper vincit in veritate.

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