È più che mai normale e scontato, quando si parla e si argomenta un po’ più nel dettaglio sulla complessità e la varietà di sfaccettature che racchiude in sé l’amministrazione di un’ente, soffermarsi opportunamente su tutte le componenti attive che quotidianamente partecipano alla vita di un Comune.

Fra le quali, ognuno per ruolo e competenze, dipendenti, segretario generale, dirigenti, consiglieri, assessori e sindaco.

E dal primo all’ultimo, tutti sono necessari ed indispensabili per l’efficace e produttivo funzionamento della articolata macchina politica ed amministrativa.

E tutti, senza neanche stare sempre li a sottolinearlo, dovrebbero essere perennemente mossi da sentimenti di amore per il proprio lavoro, e indispensabile attitudine alla coesione, alla sinergia ed al positivo contatto e dialogo con i cittadini.

Perchè se soltanto una delle suddette componenti non gira come dovrebbe, a soffrirne poi è l’intera organizzazione comunale, e di conseguenza la città.

Se poi, come nello specifico caso del Comune di Crotone, la pianta organica dei dipendenti è ridotta al minimo, (240 unita), risulta assai difficile offrire al cittadino ed alla comunità tutta, un servizio degno di questo nome.

Per forza di cose quindi, qualcosa va assolutamente fatto, e qualcosa a quanto pare si sta già facendo.

La complicata opera di “sgessatura” del “vecchio” apparato amministrativo del Comune infatti è già stata avviata, e non a caso con l’inserimento di due nuovi dirigenti, ai quali se ne aggiungerà presto un altro, attraverso apposito Bando 110.

“È evidente che l’organico del Comune di Crotone sia del tutto deficitario e gravemente insufficiente in misura tale da compromettere seriamente l’efficienza e l’efficacia della macchina comunale – sottolinea Enzo Sculco, leader de La Prossima Crotone – ridotta al lumicino da un graduale e inesorabile processo di riduzione durato tanti anni, senza mai ricevere alcuna opposizione.

Non è nemmeno un mistero per nessuno che non realizzando turnover in questi anni, una percentuale elevatissima, direi gran parte del personale dell’ente, si trova in prossimità del pensionamento.

Questo non solo ha compromesso gravemente la funzionalità delle attività e dei servizi comunali ma ha anche ridotto le opportunità occupazionali che potevano essere offerte ai tanti giovani, ragazzi e ragazze, diplomati e laureati della nostra città.

E se il Governo nazionale, così come annunciato, dovesse modificare la cosiddetta Fornero e adottare “quota 100”, ci ritroveremmo con il personale del Comune ridotto al lumicino.

Non è un mistero per nessuno che l’amministrazione Pugliese si è trovata, tra l’altro, senza dirigenti, e ha dovuto ricorrere ad un reclutamento d’urgenza ancora del tutto insufficiente.

Del resto – ricorda Enzo Sculco – lo avevamo già detto in campagna elettorale e lo ribadiamo ancora oggi: “dalle emergenze alle prospettive”.

È questo il primo e fondamentale obiettivo, che abbiamo ampiamente raggiunto.

Perché ci siamo insediati in una vera e propria fase di emergenza ereditata, e finalmente stiamo tornando a vedere la luce, cioè programmi e prospettive concrete, che dalla normale e lunga fase progettuale, che ha richiesto enorme sforzo e lavoro, si stanno trasformando in concrete opportunità di crescita, sviluppo generale ed occupazione.

Ecco perché tutti, amministratori e cittadini, sono chiamati a fornire il personale ed importantissimo contributo in favore di una complessiva e definitiva crescita, che deve coinvolgere tutti, abbandonando se possibile, quel distruttivo e pessimistico “freno a mano mentale”, che purtroppo ci accompagna e ci penalizza da troppo tempo ormai”.

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