Riceviamo e pubblichiamo

Siamo veramente stupiti dall’impegno della nostra deputata e non possiamo che esprimere la più completa solidarietà verso Elisabetta Barbuto che ha vissuto nei giorni scorsi una “settimana particolarmente intensa”. Immaginiamo l’immane fatica nel dover sollevare un braccio per votare ciò che il Governo ha predisposto, senza neanche tentare di modificarlo o valutare quale ricadute ci sarebbero state sul proprio territorio.
Per fortuna la Camera dei Deputati è munita di sistema tecnologico di votazione, e quindi la fatica di “sollevare un braccio” si è tramutata nello sforzo di muovere un dito per pigiare il pulsantino a comando.
Ci si consenta una sana dose di ironia per commentare le ulteriori, ma sappiamo non ultime, dichiarazioni e polemiche dell’onorevole Barbuto, dichiarazioni e polemiche che continuano a svelare, pezzo dopo pezzo, l’atteggiamento vessatorio delle due parlamentari grilline nei confronti della città di Crotone.
Anche questa volta l’onorevole Barbuto non si smentisce e sul “bando Periferie” esprime tutta la propria ostilità nei confronti della città. Che il Comune di Crotone a tempo di record sia riuscito ad approvare, così come ammesso dalla stessa Barbuto, “le determine dirigenziali e quindi la delibera di giunta con le quali è stata approvata la definitività e l’esecutività del progetto” è una nota di merito, visto che il Governo del “cambiamento” (anche qui chiediamo scusa per l’ironia) ha comunicato soltanto il 7 agosto (proprio sotto ferragosto) la modifica dei termini, anticipandoli, per la consegna di questi documenti.
Strana la posizione della deputata “pentastellata” che, su questa vicenda ci accusa di “informazione scorretta”, ed ignora, oppure fa finta di ignorare, che per correggere l’azione del Governo su “bando periferie” il presidente dell’Anci nazionale, il sindaco di Bari, Antonio Decaro, ha avuto la necessità di essere spalleggiato dai sindaci di Roma, Torino e Livorno, se non sbagliamo tutti grillini.
La nostrana deputata, incollerita evidentemente per l’efficienza di questa amministrazione, invece di congratularsi perché Crotone è tra le poche amministrazioni comunali (pochissime in Calabria) ad aver adempiuto a quanto richiesto dal Governo, se ne dispiace, quasi come se alla Barbuto avesse fatto piacere che la perdita di queste risorse.
Ce ne dispiace per lei, ce ne faremo una ragione.
Così come ci dispiace, ma di questo proprio non riusciamo a farcene una ragione, che la Barbuto sia stata la regista della “commedia a 5 Stelle” andata in onda, la settimana scorsa, fuori e dentro il palazzo comunale.

Eh sì perché, forse non tutti sanno che la messa in scena per sfruttare i disagi degli ex lavorati Akros, solo a fini propagandistici e con il solo scopo di fare ulteriore polemica, che ha visto come regista proprio la Barbuto e come attrice non protagonista la sua collaboratrice, la dottoressa Levato, ha avuto una “prima” davanti al palazzo del Comune (di cui tutti hanno potuto apprezzarne le foto pubblicate su Facebook), ed una replica, il giorno dopo, dentro gli uffici del Comune.
Commedia che è stata interrotta soltanto perché la Barbuto è stata pizzicata con “le mani dentro la marmellata”, una monelleria che si perdona soltanto ai bambini non certo ai deputati.
E su questo tema non possiamo che elogiare la chiarezza e la fermezza del sindaco Pugliese che, nonostante non fosse tenuto a farlo, nel suo ultimo comunicato stampa, ha chiarito alla Barbuto tutte le perplessità e quesiti posti dalla deputata grillina.
A questo punto, però, sorge spontanea una domanda: “Cui prodest?” a chi giova questa continua ed interminabile polemica?
Di certo non alla città e non ai crotonesi, né tantomeno agli ex lavoratori Akros.
Sposiamo appieno, per tanto, la posizione del sindaco Pugliese e anche noi eviteremo di rispondere ad ulteriori polemiche, che siamo certi non mancheranno.
Così come siamo d’accordo con il sindaco sulla visione che ha espresso riguardo le rappresentanze istituzionali.
Deputati e senatori, soprattutto se seduti tra le file della maggioranza di Governo hanno l’obbligo morale, politico, sociale e costituzionale di rappresentare le esigenze del proprio territorio e fornire risposte a Crotone e ai crotonesi, di polemiche, veleni e lamentele, noi e tutti gli abitanti di questa città e di questa provincia, non sappiamo proprio che farcene.

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