Avrebbe compiuto 68 anni proprio ieri, lunedì 29 ottobre 2018, Rino Gaetano, uno dei figli più celebri ed illustri della nostra terra.

Ma nessuno se n’è accorto e ricordato. Purtroppo.

Eppure quando c’è da vantarsi, e da rivendicare la sua “crotonesita”, siamo tutti belli, pronti, “arcieri e fieri”…

Quando in realtà, stringi stringi, fatta eccezione per “Il cielo è sempre più blu”, che i tifosi del Crotone cantano ogni qualvolta si gioca allo Scida, poi niente, il silenzio ed il vuoto più assoluti…

Né nel giorno dell’anniversario della sua prematura scomparsa, che nel giorno della sua nascita.

I nostri “complimenti”, inevitabilmente, vanno a questa un po’ distratta amministrazione comunale, che ha molto probabilmente e troppo facilmente dimenticato che Rino Gaetano e le sue canzoni, uniche ed universali, sono e saranno sempre un grande patrimonio per questa città.

A suo modo, e con i normali e giusti distinguo storico-culturali, proprio come lo sono Pitagora, piuttosto che Milone…

Perché anche la musica è arte, è cultura, memoria, nonché intramontabile e positivo veicolo di immagine della nostra città.

Non dimentichiamocelo. Non dimenticatelo.

Rino è nato a Crotone, e ancora ragazzino fu costretto a trasferirsi a Roma, che divenne poi la città che lo “adottò”…

Pitagora invece nacque a Samo, da dove scappò per rifugiarsi a Crotone, che solo in seguito diventò la “sua” città…

Migranti al contrario insomma, nati in una città, ma accolti e vissuti in un’altra.

Da allora non è cambiato nulla.

Anzi, succede ancora.

Essere acculturati ed ostentare cultura, non significa sempre e necessariamente farla come si dovrebbe…

Soprattutto se si omette una sacrosanta verità: Pitagora e Rino Gaetano erano entrambi crotonesi.

Un fiore: I genitori di Rino, Domenico Gaetano e Maria Riseta Cipale, riposano nel cimitero di Crotone…

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