Riceviamo e pubblichiamo

“Caro Rino,
proprio l’altro giorno, in occasione dell’anniversario della tua nascita, leggevo un articolo: indovina?

Parlava di te.
E mi ha trasmesso così tanta tristezza; “Hanno dimenticato Rino”, diceva.

Com’è possibile che tanti tuoi compaesani, le istituzioni, non si siano ricordati, anche con un piccolo gesto, di questo giorno così importante?

E forse non è neanche la prima volta che accade. Nel giorno del tuo compleanno, così come anche all’anniversario della tua morte.

Avevi proprio ragione quando dicevi “Escluso il cane”, una delle mie canzoni preferite, perché mi ci ritrovo, “non rimane che gente assurda”…

Sono in tanti quelli che rivendicano la tua crotonesità, ma solo quando c’è da vantarsi di te, dei tuoi natali e trascorsi crotonesi.

Ma è possibile mi chiedo, un attegiamento così distaccato?

Del resto, era proprio di questo che parlava l’articolo che ho letto.
Ma poi, come si fa a “dimenticarti”, caro Rino?

Numerosi sono i ricordi della mia infanzia che mi legano a te, e che riaffiorano ogni qualvolta viene fuori il tuo nome.
Sai, in fondo, mi sento un po’ anch’io parte di Crotone.

Sarà perchè mio padre, sebbene ora viva al nord, è nato e vissuto proprio lì, ed io sin da piccola ti sentivo cantare dappertutto; a casa, fuori o durante quegli interminabili viaggi in macchina, che grazie alla tua voce diventavano meno lunghi e più piacevoli.

E io iniziai a canticchiare le tue canzoni.

Anche se, Rino, un po’ mi devi perdonare; all’epoca non capivo il motivo per cui tutti ti ammiravano, cantavano e cantano ancora le tue canzoni; ma ora comprendo i testi, i racconti e le emozioni che le tue canzoni trasmettono.

E sono indescrivibili, uniche.

Hanno sempre qualcosa da raccontare, da dire, da trasmettere, anche oggi, a distanza di molti anni…

Come “A mano a mano”, una canzone che mi regala sensazioni molto piacevoli, e mi fa star bene.

Ho provato anche a suonarla ed a cantarla…

Posso solo ringraziare mio padre per avermi parlato così tanto di te, e di avermi fatto conoscere musicalmente un grande artista come te, perché per me, è quasi come se ti avessi conosciuto.
Mi spiace solo una cosa: che questa lettera, probabilmente, verrà dimenticata, proprio come hanno dimenticato te…

Rino Gaetano.

Almeno in gran parte.

Ed ora ti saluto, con la speranza che tu possa ricevere il giusto rispetto, quello che meriti.

Soprattutto nella città dove sei nato.

Perché è a Crotone che sei nato, anche se ad un certo punto della tua vita, non certo per colpa tua, l’hai dovuta lasciare.

Proprio come il mio papà”.

Aurora

da Bovisio Masciago

Monza

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