Riceviamo e pubblichiamo

Oggi, all’ospedale San Giovanni di Dio, si é consumato l’ennesimo atto di violenza, ai danni della dottoressa Calindro, aggredita da un uomo che l’ha colpita più volte con un cacciavite.
É una storia che sicuramente, richiama, ancora una volta, l’attenzione dei detentori del bene comune, il cui interesse sollecitai qualche mese fa, proponendo tavoli concertativi, conscio che il solo e semplice grido di solidarietà non puó bastare.
Un episodio che poteva sfociare in tragedia se non fosse intervenuto Mustafa, uomo di colore che da anni vive a Crotone, con la sua bancarella.

L’uomo senza esitazione alcuna, ferma l’aggressore e lancia l’allarme.
Crotone, in questi ultimi giorni, appare come la città, che se da un lato, accoglie e applica il Decreto Sicurezza, che dall’alto scende dirompente, consegnando alla strada, al freddo, all’abbandono, alla disperazione, la famiglia che dimorava nel CARA di Sant’Anna; dall’altro e dal basso, offre una degna accoglienza al “presepe”, cosí qualcuno, persuaso dalla magia del Natale, l’ha, dolcemente, definita.

Nessuno può capovolgere l’ideologia di chi ha abbracciato questo decreto, di chi fremeva per averlo, perché vedeva in esso la risoluzione del problema immigrazione. Sono convinzioni incarnate, prima di essere di natura politica. E, ne tanto meno, si puó essere sordi al grido di chi questo decreto lo ripudia, non gli appartiene, perché ritenuto disumano e ingiusto.
Due posizioni distinte, ma, all’ombra della democrazia, devono essere entrambe accettate.
Il problema non é l’immigrazione. Il problema é gestire, fronteggiare, correggere l’immigrazione, ricorrendo alla veritá, alla realtà, ed é nocivo, fomentare le coscienze all’odio e al razzismo.
Mustafa, di fronte alla possibilità di salvare una vita, seppur diversa dalla sua, non esita a scegliere la Vita stessa. Tante volte noi, ci troviamo nella sua stessa posizione, nelle nostre case, nei nostri uffici, per la strada, alla nostra vita, ma scegliamo di chiudere gli occhi, facciamo vincere il pregiudizio, l’indifferenza, e scegliamo la morte e il disprezzo di chi é diverso da noi.
Il mio umile invito é rivolto all’accoglienza sana, all’integrazione vera, all’inserimento intelligente.

A loro, che vengono attirati nei nostri luoghi, gli si deve consegnare la concreta speranza, che al di lá, delle loro terre graffiate dalla guerra, dalla fame, dalla carestia, dal disordine, esiste un modo per cambiare il loro destino, fatto di percorsi reali e duraturi di collaborazione al benessere sociale ed economico dei nostri territori.
Il gesto di Mustafa é degno di lode, ha evitato che una famiglia piangesse , che una comunità venisse sconvolta, possa raggiungerlo tutta la mia gratitudine, e inviterei le istituzioni a premiare il suo coraggio, al fine di poter cogliere questo eroico momento per debellare ogni sorta di denigrazione, e, al contrario, apprezzare e valorizzare la bellezza dell’immigrazione.

Saverio Flotta

Consigliere comunale

Pd

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