Riceviamo e pubblichiamo

In politica, si sa, il modo più subdolo per fare fuori qualcuno è quello d’infangarlo, mettendo in giro falsità sul suo conto, anche se non ci si rende conto che, così facendo, si compromettono le sorti stesse del proprio Partito.

Dopo aver manifestato al Segretario cittadino e a quello provinciale la volontà di rassegnare le dimissioni dall’incarico di Capogruppo in seno al Consiglio comunale (incarico mai richiesto dall’interessato), è stata subito messa in giro la voce che questo fosse il primo passo compiuto da parte mia per abbandonare il PD e passare nelle fila della maggioranza, così cercando di bruciare, nell’opinione pubblica, la mia serietà morale e la mia coerenza politica.

A quale obbligo debba obbedire il politico, se a quello della propria coscienza, o ad una ragione tattica di opportunismo politico-partitico, ho sempre pensato che il suo dovere sia rispondere al primo obbligo, non certo al secondo. In questi due anni e mezzo, durante i quali con estremo disagio ho svolto il delicato e difficile ruolo di Capogruppo del PD, in mezzo alle difficoltà tra cui si barcamena l’Amministrazione Pugliese e il grave e non più sopportabile isolamento nel quale sono stato confinato dalle difficoltà ancora più grandi del mio partito, lacerato da divisioni più profonde di quelle vissute a livello nazionale, sono giunto alla determinazione di rassegnare le dimissioni da detto incarico, sicuro che solo così si potrà forse comprendere la gravità del momento e invertire radicalmente gli atteggiamenti e i comportamenti fino ad oggi assunti.

Come si può, ad esempio, definire il comportamento di alcuni consiglieri comunali, sia di maggioranza che di minoranza, che risultano sistematicamente assenti, non avvertendo alcun dovere nei confronti delle centinaia e migliaia di elettori che li hanno votati, e che non partecipano ad alcuna attività politico-amministrativa?

Non si può certo andare avanti in questo misero e vergognoso modo, per poi farsi sfacciatamente vivi e manifestare un qualche interesse per le sorti della città e del partito di appartenenza solo in periodo pre-elettorale.

Forse che nell’ultimo anno e mezzo è stata mai organizzata alcuna conferenza politica programmatica? O forse che, per venire agli ultimi giorni, il Partito si è riunito con i propri Consiglieri, per cambiare eventualmente la linea politica, che era quella di entrare in aula e dibattere i punti all’ordine del giorno?

Probabilmente il Partito ha adottato un’altra strategia a mia insaputa, dimenticandosi cioè di darne comunicazione al sottoscritto.

Sta di fatto che, dopo l’ultima seduta consiliare, i “soliti noti ed opportunisti” si sono attivati per avvalorare la tesi di una mia supposta vicinanza alla maggioranza comunale.

Tuttavia, garantisco con assoluta certezza che non intendo abbandonare il mio Partito, né tantomeno cambiare casacca per qualche eventuale poltrona. Non tradirò mai l’impegno preso con i miei numerosissimi elettori e starò sempre al loro fianco. La mia posizione e la mia filosofia sono ormai note a tutti: non usare battaglie pretestuose per favorire disonestamente la mia parte politica, ma badare unicamente al benessere sociale ed economico della mia comunità. E, se ad operare in questa direzione è l’attuale Giunta, non metterò certo il bastone tra le ruote del carro, solo perché questo è il carro dei miei avversari politici.

L’impegno politico non può e non deve essere espresso a periodi alterni e rispondere solo ed esclusivamente al calcolo di tornaconti personali. La politica veramente disinteressata non può che tradursi in un impegno quotidiano che ti porta a seguire, giorno per giorno, la vita dei cittadini; ad osservare l’andamento delle questioni e delle vicende da cui dipende il loro benessere sociale e ad offrire con modestia e umiltà il proprio contributo per migliorare le sorti delle persone che con il loro voto ci hanno affidato il mandato pubblico di consiglieri. Il bene comune deve rimanere sempre il fine ultimo della politica ed occorre mettere al centro la persona, non le astuzie di potere; la persona, non lo spirito di fazione, il quale non fa progredire neppure di un millimetro la propria comunità.

La mancanza di luoghi e di spazi di discussione libera e democratica ha indotto il sottoscritto, insieme ad altri compagni, amici e persone della società civile, a fondare un’Associazione, non in contrasto certo con lo statuto del Partito.

Avevamo, inoltre, eletto una segretaria col compito preciso di mettere ordine nel Partito ed organizzare una conferenza programmatica, ma a tutt’oggi non è seguito alcun atto concreto in tal senso. Le uniche possibilità di discussione e di azione politica che mi vengono occasionalmente offerte sono quelle che si espletano nel Consiglio comunale, anche se né in seno al Partito, né tra i singoli Consiglieri si procede ad una delineazione preliminare e concordata delle argomentazioni da portare in Consiglio. Non si convocano mai gli organismi di partito, per non rendere visibile il nostro progetto che non esiste e per non affrontare l’arduo discorso delle alleanze. Chi ha deciso le alleanze regionali? Chi ha deciso le alleanze e i voti provinciali? In tutti e due i casi gli organismi di partito competenti, mentre a Crotone ad occuparsene sono i soliti noti, quelli che a me piace chiamare imbroglioncelli, i quali operano sempre nell’oscurità.

Le altre forze politiche di opposizione preferiscono invece collocarsi sul facile e comodo sentiero dell’ “entriamo o non entriamo” in Consiglio, domandandosi se la maggioranza li ha o non li ha i numeri legali, senza tuttavia portare alle sue estreme conseguenze questo atteggiamento, dimettendosi in blocco tutti quanti e così mandando concordemente a casa l’attuale Giunta. Cosa ne pensa il PD, quale progetto politico abbia elaborato lo stesso, quali priorità abbia individuato o quale alternativa opponga all’inazione della Giunta in carica, non è dato ad alcuno sapere. E non gliene frega nulla neppure agli altri consiglieri di opposizione.

L’unica vera preoccupazione del mio Partito è che cosa faccia io. Posso pure capire il Centrodestra, il M5S, ma quelli del mio Partito proprio NO. Io al rimorchio del Centrodestra e del M5S non intendo pormi né ora, né mai. Cerco piuttosto di elaborare un progetto, una mia strategia, comunicandoli ai cittadini e sforzandomi di far cambiare alla maggioranza le sue decisioni, ove queste secondo me dovessero mirare ad altro che all’interesse della città. Questo è il mandato che mi hanno affidato i cittadini, e non certo quello di mettere in atto i soliti giochetti di palazzo nella stessa maggioranza e tra le varie opposizioni. Ed io dovrei prestarmi alle strumentalizzazioni delle altre opposizioni, all’unico scopo di creare solo caos? Loro sarebbero il nuovo e noi il vecchio? Populismo e sovranismo ormai si è capito che sono figli del caos e della mancata risposta ai reali bisogni della gente.

Sono ben consapevole di risultare nel mio Partito una persona scomoda e invisa ai più per diverse ragioni, la prima delle quali è costituita dal fatto che mi pongo domande che, secondo altri, non dovrei pormi, come quelle che riguardano i pacchetti delle tessere, gli elenchi degli pseudo-tesserati, i professionisti dei “posti in organismo”, ecc.

E per la prima volta parlerò di una cosa che so che a lui darà fastidio. L’unico argomento, per screditarmi, che avete usato in questi due anni è stato mio zio Rocco Gaetani e la sua permanenza a Presidente di AKREA. Lui mi perdonerà, lo conosco, ma siete solo dei bavosi, denigratori e invidiosi. A me basterebbe dirvi che lui è mio zio, gli vorrò sempre bene, ma io sono Mario Galea, con la mia intelligenza, se ne ho, con la mia coscienza, con la mia autonomia, con la mia militanza politica e osservante della dottrina sociale della chiesa. Siamo politicamente due cose diverse e per chi non lo vuole capire sono fatti suoi. Mio zio mi aiuta? Ma è talmente ovvio! mi dice sempre vai per la tua strada, sbaglia pure tranquillamente perché nessuno nasce “imparato”.

Però una cosa voglio farvi osservare aldilà che ci dipingete nipote e zio altro argomento non ne avete. Sulla moralità, sull’etica, sul senso del dovere, sull’onestà, sull’intelligenza, sull’esperienza non vi ho mai sentito fare una critica, mi fa piacere e sono onorato di essere il nipote di zio Rocco.

Poiché, dunque, non è mia intenzione svolgere la funzione di Capo di un gruppo che di fatto è ormai da tempo inesistente, torno a riappropriarmi della mia piena libertà di Consigliere eletto dai cittadini e a rispondere ai principi democratici e ai valori cristiani ai quali sono stato educato fin da ragazzo. Mi dichiaro, altresì, favorevole a svolgere, come sempre, la funzione di consigliere di opposizione, entrando nel merito delle questioni che si dibattono, sia a livello di Commissione che di riunione consiliare, e continuando ad intendere la Politica come servizio e con assoluto spirito di verità e di giustizia. A dettarmi detta scelta, che a taluni potrà pure sembrare una “ritirata” di comodo, è l’urgente necessità, da un lato, di lanciare un forte segnale al mio partito, perché si dia finalmente una “mossa”, e di rivolgere, dall’altro, un accorato appello ai galantuomini di tutte le forze politiche, perché ciascuno di essi offra il proprio contributo, per risollevare, una volta per tutte, le sorti della nostra città.

Crotone 27/12/2018

F.to Mario Galea

Consigliere Comunale PD Crotone

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