Riceviamo e pubblichiamo

Di sicuro il governo giallo-verde sarà un giorno ricordato sui libri di storia per il pressappochismo, le continue inesattezze e per l’incessante cambiamento delle promesse nel momento della loro messa in opera.

La vicenda ultima che riguarda la trivellazione del mare Ionio volta alla ricerca degli idrocarburi ne costituisce l’ennesima prova.

E, com’è ormai sua abituale prassi, quando non sa come giustificarsi agli occhi del proprio elettorato, fa puntualmente ricorso alla menzogna, attribuendo indebitamente la colpa al governo precedente.

La verità è che, quando si sta all’opposizione, si possono fare tutte le promesse di questo mondo. Cosa ben diversa e più complicata è fare ciò che si è promesso quando si stava all’opposizione. Ecco allora che il M5S, una volta entrato nella cosiddetta “sala dei bottoni”, diventa subito ragionevole e responsabile, così rinunciando a quanto promesso in campagna elettorale.

Mentre sarebbe bastato, per porre fine al far west delle trivelle, varare un semplice Decreto.

Quanto alla presunta colpa dei governi precedenti, ogni nuova compagine governativa deve inevitabilmente fare i conti con l’eredità di chi lo ha preceduto, ragion per cui i vari ministri del governo-gialloverde dovrebbero smetterla di attribuire il proprio fallimento (perché di questo si tratta) ai precedenti ministri.

È troppo comodo addossare la colpa ad altri.

Il dato di fatto inconfutabile è che il M5S ha fatto grande incetta di voti proprio grazie alle promesse fatte per un lungo periodo sui divani dei talk-show televisivi, come quella del No Triv, la quale risulta clamorosamente smentita e disattesa alla luce degli eventi recentissimi.

Far politica significa innanzitutto dimostrare la coerenza nei fatti, qualità che finora al M5S è mancata e sicuramente ne vedremo ancora delle belle, quando passerà ai decreti relativi al reddito di cittadinanza e all’abolizione della legge Fornero.

La stessa cosa la stiamo vedendo in questi giorni con la Manovra 2019, che ha assecondato le richieste dei Sì Triv, che stanno tanto a cuore alla Lega e alla Confindustria, oltre che ai pentastellati.

Un’ultima prova della grande confusione e delle contraddizioni del M5S, alle prese con il governo del Paese, la si coglie nel fatto che esso, pur essendo stato sempre contrario a parole all’uso delle trivelle nello Ionio, non avrebbe dovuto lasciare alcuna traccia di nuovi permessi e di nuove concessioni in tal senso.

Stante l’incresciosa situazione venuta a crearsi, la cosa più opportuna da fare al momento ci sembra quella di convocare una riunione di tutti i Sindaci della fascia ionica, per organizzare le iniziative più idonee per giungere ad una rapida e definitiva soluzione della stessa, con la partecipazione della Regione Calabria.

Crotone 07/01/2019

F.to Mario Galea

Presidente Provinciale PD Crotone

Consigliere comunale

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