Premessa.

Mario Galea si è si dimesso da capogruppo consiliare del Pd ma, e trattasi nel caso specifico di una verità e di un fatto sostanziali, non ha lasciato il suo partito, tant’è che lo stesso Galea ne è ancora il presidente provinciale.

Rimarrà consigliere comunale di minoranza del Pd, pur prendendo le distanze dal suo ex gruppo, non condividendone più evidentemente, “vecchi” modi di fare ed intendere la politica.

In Consiglio comunale, e molto probabilmente anche fuori.

I Congressi eventualmente diranno.

L’impegno a quanto pare, puntuale ed in linea con il suo credo politico, sarà il medesimo di sempre. Vedi ad esempio, l’ultimo intervento in merito alla delicata ed attuale vicenda legata alle trivellazioni nel nostro mare.

A volte lo abbiamo anche criticato, ma non possiamo tuttavia non riconoscergli, onestà morale ed intellettuale, e una presenza attiva e costante nella vita del Consiglio comunale.

Nelle vesti di capogruppo del Pd infatti, non si è mai sottratto al dialogo ed al confronto con la maggioranza, non facendo mai venire meno il suo contributo, ogni qualvolta si è trattato di dibattere sui temi che riguardano ed investono i cittadini.

Perché esercitare il ruolo di opposizione, non significa negazione a prescindere, ma vuol dire anche fare da pungolo e da stimolo allo stesso tempo, per far si che la maggioranza comprenda anche il pensiero ed il giudizio di chi in Consiglio siede dall’altra parte.

Specificato ciò, anche alla luce di quanto prodotto in due anni e mezzo di consiliatura, aggiungiamo che forse, il modus operandi e lo stile politico di Galea, non è mai stato assunto e ben compreso dal suo ex gruppo.

Da qui, la ferma presa di posizione di Galea, che letta oggi, ha tutto il sapore di una coerente e consapevole assunzione di responsabilità.

Personale e politica.

Perché si può anche decidere di “allontanarsi” dagli uomini, rimanendo però fedeli a simbolo, principi ed ideali.

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