Riceviamo e pubblichiamo
Questione alloggi.
Senza polemiche, chiedo solo risposte

CROTONE – Chi mi conosce sa che non uso rispondere alle polemiche perché Cnon mi interessano e perché credo che i cittadini mi hanno dato un mandato da consigliere comunale per fare politica discutendo delle problematiche della città, ma mi trovo in imbarazzo dinanzi alle risposte date al mio ultimo comunicato sulle case popolari e quelle confiscate alla mafia, più che altro perché non rispondono nel merito delle questioni sollevate e qui l’ennesima prova che chi governa questa città non ha le capacità di capire gli atti amministrativi visto che non capisce semplici comunicati stampa.

La comunicazione è una pratica umana naturale, non esiste uomo che non comunichi.

Tuttavia non è perfetta e si cade spesso in fraintendimenti causati o dall’ambiguità del messaggio o dall’atteggiamento prevenuto del ricevente.

In linea di massima, quando si ascolta con lo scopo di difendersi a tutti i costi o con lo scopo di attaccare, ecco che il messaggio puntualmente viene distorto, smembrato e ricomposto ad uso e consumo di chi sapientemente fa leva sulle debolezze del contenuto eludendo strategicamente i punti forti.

Pertanto, dopo la seconda risposta identica in toni e contenuti alla prima, mi sento in dovere di chiarire i punti essenziali del mio comunicato.

Innanzitutto è vero che ho votato il regolamento sui beni confiscati alla criminalità, ho anche contestato la mancata applicazione del regolamento per l’assegnazione delle case, che di certo non andrebbero conferite per decreto sindacale.

Quindi cerco di essere il più chiaro possibile, occorre far rispettare il regolamento nella parte che riguarda l’assegnazione come spiegato all’art.6 sempre dello stesso regolamento vanno utilizzate metodi trasparenti e oggettivi di assegnazioni e da nessuna parte del regolamento viene richiesta una ordinanza sindacale come ha fatto questa amministrazione .

Inoltre, mai e poi mai, come ho già dichiarato, penserei che i beneficiari di queste assegnazioni non ne abbiano diritto ma contesto il metodo di assegnazione, poco trasparente e che non segue i dettami dei regolamenti e delle leggi.

Chiedo all’assessore Romano e a Pino Pucci di spostare l’attenzione concessa al mio comunicato a una visione più ampia del problema perché, in realtà, il discorso è un tantino più complesso e le risposte che cercavo, ancor più concrete, non possono essere sterili polemiche o velate minacce.

La questione è la gestione del patrimonio immobiliare del comune di Crotone che conta circa 900 alloggi per l’edilizia popolare. Considerando che il pericolo di malintesi e strumentalizzazioni è sempre e comunque dietro l’angolo, ribadisco più chiaramente le mie domande, legittime, perché sono un cittadino prima ancora che consigliere comunale:

Mi chiedo, quali ragioni possano esserci dietro la mancata realizzazione di graduatorie per l’assegnazione di alloggi popolari.

Nonostante la determinazione dirigenziale n.1401 con data al 10/07/2018, facilmente consultabile sul sito del comune, e relativa pubblicazione del bando di concorso per la “formazione della graduatoria generale per l’assegnazione degli alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica”.

E soprattutto, mi chiedo, quali siano le motivazioni da addurre alla mancata strutturazione di un vero e proprio piano di contrasto al fenomeno dell’emergenza abitativa. Infatti, in seno al comune, manca un ufficio casa (sarò ripetitivo, ma mettere solo una persona, che presto andrà in pensione, vuol dire non far funzionare l’ufficio) e già che ci siamo, diteci che misure state prendendo per contrastare il fenomeno delle abitazioni vengono occupate da persone che non ne hanno il diritto e/o addirittura vendute a terzi.

Per una volta l’assessore Romano dimostri di non essere l’assessore alle diseguaglianze sociali, come è già capitato con la graduatoria degli asili nido, non vennero tenuti conto i bambini con disabilità o famiglie con reddito bassi, anzi, un regolamento oramai datato privilegia le famiglie con più redditi a discapito dei monoreddito, in commissione gli è stato chiesto di fare le opportune correzioni ma dubito che le farà.

Inoltre al collega Pucci gli consiglio di essere più presente in commissione, visto che dal comunicato fatto si capiva che non sapeva di ciò che parlava, mentre le ordinanza sindacali erano state sottoposte all’attenzione della commissione trasparenza, o forse non ha nessun dialogo con quelli del suo gruppo che hanno assistito alla discussione del punto? bè, si faccia passare i suoi “mal di pancia” che forse i suoi colleghi di maggioranza gli racconteranno come stanno le cose.

Andrea Correggia
portavoce del
MoVimento 5 Stelle Crotone

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