Chi pensava che la Abramo Customer Care non sarebbe mai stata investita dalla crisi, industriale ed economica, evidentemente si sbagliava.

Perché purtroppo invece, a causa dei famigerati volumi chiamate Tim calati del 20%, l’azienda Abramo si trova per ora costretta a ridimensionare drasticamente il suo organico occupazionale.

Per il 2019 infatti, si calcola una perdita di fatturato pari a 20 milioni di euro, e di conseguenza 600 dipendenti in esubero andranno a casa.

Per tre mesi dunque, più nello specifico sino alla fine di aprile, si ricorrerà al fondo di integrazione salariale, con i lavoratori a tempo indeterminato che per ora verranno impiegati anche per altre commesse (back office e reclami).

Tutto ciò inoltre, potrebbe comportare anche modifiche di contratto, con Inps che entrerebbe in gioco, in caso di riposi settimanali del personale che verrà riutilizzato in altre commesse, e quindi possibili ritardi nei pagamenti che spetterebbero all’ente di previdenza sociale per il 60% della retribuzione.

Cosa tra l’altro già successa per il 119 e per il 187.

Alla fine di questo periodo di Fis tuttavia, durante il quale verrà comunque garantito il lavoro ai dipendenti a tempo indeterminato, il problema occupazionale dovrebbe cessare.

Ciò che infine preoccupa e non poco, è la capacità dell’azienda Abramo di accaparrarsi le commesse, operazione sempre riuscita con successo proprio grazie al mix lavoratori determinati/indeterminati, che ha sempre garantito una certa competitività derivata da un costo inferiore.

Una questione che dovrà necessariamente essere risolta dall’azienda che, ricordiamo, ha un solo azionista di riferimento.

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